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Bellinzonese
09.05.2019 - 16:130
Aggiornamento : 18:23

Dopo oltre 80 anni, chiude il San Giovanni Confezioni

L'età avanzata dei proprietari, tre fratelli ultraottantenni, li ha portati a mettere fine all'attività iniziata dal padre nel 1937

Il primo negozio, situato poco distante da quello attuale all'imbocco di via Pellandini a Bellinzona, fu aperto da Pasquale Corti nel 1937. Risale poi a una decina di anni più tardi il trasferimento nell'edificio di fronte, nell'ex Casa d'Italia. Il successo della San Giovanni Confezioni porta poi il proprietario a decidere di investire nella costruzione di un palazzo su un terreno all'angolo di viale Stazione, dove una sessantina di anni fa si insedia l'attuale spazio commerciale. Ora, dopo 82 anni, sono i tre figli Armando, Alberto e Bruno ad annunciare la chiusura per raggiunti limiti di età. Il più giovane di anni ne ha 82; i fratelli 84 e 85.

È apparso proprio oggi sulle vaste vetrine del negozio l'annuncio della cessazione dell'attività. "Non si chiude per necessità ma per mancanza di continuità", sottolinea da noi contattato Armando Corti, il più giovane dei fratelli. "Una decina di anni fa un paio di ditte svizzere erano interessate a insediarsi, ma non eravamo ancora pronti", spiega. A tutt'oggi la situazione poco rosea del settore – a causa, in particolare, dello shopping online – ha spinto i fratelli Corti a non cercare subentranti. Ci sono stati però contatti con interessati esterni all'ambito commerciale e non è dunque escluso che presto nello stabile arrivino nuovi contenuti.

Ripercorrendo i decenni di lavoro, Armando Corti sottolinea: "Ce l'abbiamo messa tutta, sia noi che nostro padre nonostante i suoi fossero tempi difficili, ma ha fatto delle cose straordinarie. Quando abbiamo preso in mano noi figli il negozio eravamo già nella sede attuale e tra i cambiamenti apportati abbiamo introdotto la collezione donna, prima assente, e siamo anche riusciti a inserire grandi marchi internazionali, il tutto con buoni risultati".

La clientela, continua Armando Corti, non è solo locale. "Abbiamo clienti fedeli anche dal Locarnese e da altre zone del Ticino". L'apertura di AlpTransit, a giugno 2016, si è fatta sentire a livello di vendite? "Girano più turisti, quello sì. Ma in generale non è il tipo di clientela interessata ad acquisti di un certo livello". Attualmente la boutique è ancora in attività: la chiusura vera e propria dipenderà dal quantitativo di merce ancora disponibile. Una volta abbassate le serrande, a rimanere senza lavoro saranno 6 dipendenti.

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