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31.03.2019 - 12:04
di Marino Molinaro

Nuovo tunnel Ffs del Dragonato e tre scheletri

Bellinzona: smantellato con successo il manufatto in pietra del 1874. Il cantiere durato tre anni ha portato alla luce interessanti reperti archeologici

Missione compiuta per le Ffs che durante questo fine settimana e quello precedente del 23-24 marzo ha completamente chiuso al traffico ferroviario il tratto a sud della galleria di Svitto di Bellinzona, in direzione di Giubiasco, per poter demolire l'antica galleria in pietra del Dragonato risalente al 1874. Un manufatto di 145 anni smantellato con un lavoro ininterrotto di 33 ore (tre turni e 100 operai coinvolti) al termine di un cantiere molto complesso e resosi necessario per adeguare nell'ambito del 'corridoio 4 metri' i 30 metri di binari situati sotto via Ospedale, via Pedotti e il riale Dragonato. Spesa 16 milioni di franchi a carico delle Ferrovie.

Questa mattina, domenica, i responsabili del cantiere (il capoprogetto Roberto Siccardi e il direttore dei lavori Elio Cavargna) hanno mostrato ai media l'esito dei tre anni di lavori. In pratica il nuovo tunnel in calcestruzzo è stato ricavato al di sopra di quello vecchio e ora quest'ultimo è stato tolto. Da domattina alle 5, ultimati gli ultimi dettagli come la posa di pareti foniche e la sistemazione di tubi per i servizi telematici, potranno tornare a circolare normalmente i treni (quelli passeggeri sono attualmente sostituiti da bus fra Bellinzona e Giubiasco). Il cantiere proseguirà ancora alcuni mesi e da qui a fine 2019 le due strade sovrastanti e il torrente torneranno nella loro posizione originale, completamente rifatti.

Il tutto in attesa che nel medesimo luogo, nonché sotto il castello di Montebello, si realizzi entro il 2025 il secondo tunnel nel quale transiterà il terzo binario, ritenuto indispensabile per consentire il regolare passaggio del traffico passeggeri regionale e a lunga distanza, oltre ai treni merci, in regime di AlpTransit. Terzo binario che richiederà una serie di espropri e che sarà completato con la prevista realizzazione della fermata TiLo dietro piazza Indipendenza.

Il 'corridoio 4 metri', ricordiamo, rappresenta l'insieme di opere che le Ffs hanno previsto di realizzare in tutte le gallerie di vecchia concezione presenti fra Basilea e Chiasso, così da consentire il passaggio dei più grandi treni merci (altezza agli angoli di 4 metri) previsti a partire dal 2020 con l'apertura della galleria di base del Ceneri. L'antico tunnel in pietra sotto Montebello è già stato adeguato, non intervenendo su pareti e volta ma abbassando i binari. Operazione impossibile da realizzare al Dragonato per la presenza di uno scambio e, sotto la ferrovia, di via Bonzanigo: modificare questi due elementi sarebbe costato molto di più rispetto a quanto è stato realizzato dal 2016 a oggi.

Pareti e ossa

Il cantiere, come previsto, ha interessato anche un'area ritenuta interessante dal profilo archeologico, considerata la già nota presenza in superficie di alcune antiche colonnine che facevano parte del chiostro dell'antico convento e ospizio del Dragonato. A sud del breve tunnel gli scavi hanno infatti portato alla luce alcune pareti di un edifico sacro e una tomba contenente almeno tre scheletri. Già nell'800, durante il primo cantiere aperto per la realizzazione della linea ferroviaria del Gottardo, erano state trovate delle vestigia, tanto che alcune ossa di gambe e piedi erano allora state spostate all'interno della tomba oggi rinvenuta integralmente, inventariata e messa in salvo dal Servizio archeologico cantonale che ha collaborato con le Ffs per questo aspetto. Quando nei prossimi anni si realizzerà, accanto a quello ora in fase di ultimazione, il secondo tunnel per il terzo binario, sono sin d'ora previsti 4-6 mesi durante i quali il Servizio archeologico eseguirà rilievi inerenti all'antica chiesa i cui resti si trovano attualmente nel sottosuolo.

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