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21.01.2019 - 06:00
di Marino Molinaro

Una strada e le sue insidie

È morta la 67enne investita da un’auto nei pressi di un passaggio pedonale a Gudo. L'incidente evidenzia i già noti rischi i pedoni nell'abitato.

Non ce l’ha fatta la donna che sabato sera attorno alle 19 è stata investita da un’auto mentre attraversava la strada cantonale nell’abitato di Gudo. A causa delle ferite riportate la 67enne è deceduta in ospedale dove era stata trasportata d’urgenza dai soccorritori della Croce Verde di Bellinzona dopo essere stata travolta all’altezza di un passaggio pedonale – in zona ristorante Cottini – da un 53enne svizzero domiciliato nel Locarnese alla guida di una Mercedes. In base alla ricostruzione della Polizia cantonale quello che sembra apparire certo è che un suv Porsche proveniente da Sementina si è fermato per fare attraversare la signora, mentre la Mercedes che sopraggiungeva da Cugnasco l’ha travolta centrandola con l’angolo anteriore sinistro e proiettandola contro la vettura ferma. Un doppio impatto dopo il quale le condizioni della donna sono parse subito disperate. Al momento non è noto se si trovasse sulle strisce pedonali quando è stata travolta.

La 67enne, di origini svizzerotedesche, si era stabilita a Gudo nel 2012. Vedova, viveva da sola col proprio cagnolino a una ventina di metri dal luogo dell’investimento. Un tragitto, quello verso la strada cantonale e il passaggio pedonale presso il quale è stata falciata, che percorreva ogni giorno. Riservata e cordiale, aveva un buon rapporto col vicinato e talvolta non mancava di distribuire biscotti ai bambini e ragazzi del quartiere Alla Monda diretti verso scuola.

Insidie già note

Caratterizzato da 16mila passaggi veicolari al giorno, il tratto di strada cantonale in questione presenta alcune insidie su cui le autorità locali si erano già chinate in passato. In paese, sono infatti in molti a ritenere che il tratto limitato a 50 km/h presenti seri rischi per chi si sposta a piedi (nonostante la presenza di tre passaggi pedonali). Una prima motivazione giunge dal fatto che la strada in questione si trova fra due tratti con limite a 80 km/h, inducendo non pochi automobilisti e motociclisti a entrare a velocità sostenuta nell’abitato. Inoltre c’è chi ritiene insufficiente l’illuminazione lungo l’intero tratto a 50 km/h e soprattuto a ridosso delle strisce. Viene inoltre considerata inadeguata l’altezza dei marciapiedi e la loro larghezza fra il luogo dell’investimento mortale di sabato e il Centro civico. Problema, quest’ultimo, già trattato dall’ex legislativo comunale e anche da questo giornale, senza che sia mai cambiato nulla. Controversa, poi, è stata la presenza del radar fisso (rimosso la scorsa settimana dal Cantone) per diversi anni sul lato da Bellinzona verso Locarno: molti automobilisti si sono infatti abituati a rallentare solo in quel punto e ad accelerare subito dopo incuranti delle strisce pedonali presenti poche decine di metri dopo all’altezza delle scuole. Il fatto poi che non fosse in grado di ‘fotografare’ i veicoli provenienti da Cugnasco, ha abituato questi automobilisti a transitare a velocità più sostenute. Altri ritengono invece che il radar abbia educato gli utenti della strada a un maggiore rispetto dei limiti. Un miglioramento potrebbe giungere dalla realizzazione della rotonda prevista all’incrocio con lo Stradonino nell’ambito della realizzazione (solo dopo il 2030?) del collegamento veloce A2-A13 fra Locarnese e Bellinzonese: quando Gudo era ancora Comune, era stata chiesta una sua realizzazione anticipata così da testarne l’efficacia anche per quanto riguarda il rallentamento generale del traffico proprio nell’abitato, così da incrementare la sicurezza dei pedoni. Tuttavia il Cantone ha ritenuto che una fase test, considerato l’attuale assetto dello Stradonino, non fosse praticabile perché la rotonda avrebbe reso ancora più attrattiva la strada che ‘taglia’ il piano da e per Cadenazzo. Da notare che tre anni fa, in prossimità proprio di questo incrocio, un 14enne era stato investito da un veicolo sulle strisce pedonali, cavandosela con qualche escoriazione. Il tema potrebbe venire discusso giovedì 24 gennaio, quando al Centro civico alle 20 è in agenda un incontro per la popolazione locale con il Servizio quartieri della Città di Bellinzona. Tema principale, l’ipotesi di creare un’associazione di quartiere che faccia da collegamento fra abitanti e autorità comunali.

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