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17.12.2018 - 05:50
Aggiornamento: 08:54
di Marino Molinaro

Strada del passo del Lucomagno: 30 milioni per più sicurezza

Il Dt ha avviato la progettazione che prevede interventi sia sulla carreggiata, sia la posa di ripari valangari e bosco di protezione

Circa 15 milioni di franchi per la posa di ripari valangari e lo sviluppo di nuovo bosco di protezione fra Campra e Acquacalda, più altri 15 milioni per la manutenzione della carreggiata, in più punti, da Olivone al passo. Questo l’impegno che il Dipartimento del territorio si è assunto di recente per rendere più sicura la strada cantonale del Lucomagno, nella bella come nella brutta stagione. La conferma è giunta durante la recente assemblea dell’associazione Pro Lucomagno. Come riferito dal mensile ‘Voce di Blenio’, fra i temi che hanno suscitato maggiore discussione vi è stata la chiusura invernale del tratto a nord di Campra fino al Passo e del lato grigionese a causa non solo delle importanti precipitazioni nevose che hanno contraddistinto la seconda parte dello scorso inverno, ma anche del conseguente accresciuto rischio di slavine.

Un rischio latente – non di rado gestito tramite lo sgancio di detonatori da elicotteri in grado di provocare il distacco controllato di slavine – che ha comportato la chiusura del tratto per ben 76 giorni, molti di più rispetto ai soli 10 giorni che hanno caratterizzato ciascuno dei due inverni precedenti. Per ridurre rischio e chiusura dell’arteria – in linea anche con gli ingenti investimenti programmati dal Canton Grigioni da Disentis al Passo in base all’accordo intercantonale che da anni fissa l’impegno comune per l’apertura invernale – il Dipartimento del territorio mira a posare ripari antivalangari nei due punti più sensibili situati nel tratto fra Campra e il primo tunnel artificiale e in quello di avvicinamento ad Acquacalda. «I ripari – spiega alla ‘Regione’ Roland David, capo della Sezione forestale cantonale – avranno anche la funzione di agevolare la posa e lo sviluppo, a monte della strada, di nuovo bosco di protezione, a sua volta indispensabile per ridurre il rischio che le slavine raggiungano la carreggiata».

Lastroni sorvegliati speciali

Un fenomeno come detto particolarmente acuitosi lo scorso inverno, con in tutto 118 valanghe scese (86 sul versante retico e 32 sul versante ticinese). Ciò che ha causato 170mila franchi in più di costi rispetto all’anno prima, per complessivi 815mila franchi. Da notare che i maggiori costi registrati per l’apertura invernale del Passo sono a carico per il 70% dei Comuni bleniesi e grigionesi d’oltre Lucomagno, e per il 30% di quattro società retiche che gestiscono impianti di risalita. «Oltre all’aspetto selvicolturale – spiega il consigliere di Stato Claudio Zali – il Dipartimento del territorio ha avviato la progettazione di massima per la manutenzione della strada caratterizzata per lunghi tratti dai resistenti lastroni di cemento armato ancora presenti ad esempio sul vecchio Ceneri e nel Vedeggio».

Lastroni molto resistenti ma soggetti alla fragilità del sottosuolo laddove spostamenti vengono ad esempio causati da infiltrazioni. «In questi casi occorre eseguire analisi approfondite che evidenzino l’origine del problema e le soluzioni necessarie a risolverlo». Soluzioni che molto spesso richiedono interventi in profondità e anche la realizzazione di nuovi manufatti laterali per la gestione delle acque superficiali e sotterranee. Tra bosco e strada gli interventi richiederanno dunque investimenti complessivi per 25-30 milioni. Le rispettive richieste di credito al Gran Consiglio potrebbero essere formulate dal Consiglio di Stato nel corso del 2019.

 

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