I contenitori della turgoviese InnoRecycling
Bellinzonese
30.10.2018 - 05:500
Aggiornamento : 08:18

Plastiche di Bellinzona, per Okkio l’alternativa c’è

L’associazione sottoporrà al Municipio l’attività svolta in 300 Comuni d’Oltralpe dalla turgoviese InnoRecycling. Paglia: ‘Pronto a valutare pro e contro’

In Svizzera esiste un metodo di raccolta e smaltimento di tutta la plastica più ecocompatibile di quello pensato dal Municipio di Bellinzona. Ne è convinta l’associazione Okkio, osservatorio della gestione ecosostenibile dei rifiuti, che presto lo esporrà a Christian Paglia, capodicastero Opere pubbliche e ambiente. «Il momento è propizio», spiega il coordinatore di Okkio, Daniele Polli: «Proprio ora che il Consiglio comunale si appresta a discutere e a votare il nuovo regolamento per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti della Città aggregata, e dopo aver letto l’intervista che il municipale ha rilasciato alla ‘Regione’ il 20 ottobre nella quale difendeva la scelta fatta, vogliamo esporre quella che riteniamo essere la soluzione più eco-compatibile presente in Svizzera. Una soluzione che stimola la sensibilità ecologica della gente». È stata lanciata nel 2014 dalla ditta turgoviese InnoRecycling: attiva nella raccolta di svariati materiali riciclabili, è considerata l’impresa leader in Svizzera nel settore e in quasi cinque anni ha coinvolto Oltralpe più di 300 Comuni.

La soluzione? Un sacco a pagamento (circa 1,50 per quello da 35 litri e 3 franchi per quello da 60) nel quale infilare tutta la plastica: quindi sia i flaconi di lisciva e shampoo più facilmente riciclabili, sia quella mista e per involucri alimentari «ritenuta a torto irrecuperabile. Tanto che l’Ufficio federale dell’ambiente – annota Polli – consiglia di spedirla all’inceneritore». Ciò che proprio il Municipio di Bellinzona intende fare dal prossimo gennaio consigliando ai cittadini-utenti di infilarla nel sacco comunale a pagamento destinato alla raccolta dei rifiuti solidi urbani che finiscono nel termovalorizzatore di Giubiasco; mentre per quanto riguarda la plastica riciclabile, questa verrebbe raccolta negli ecopunti comunali o, a dipendenza del quartiere, in occasione delle giornate dedicate ai rifiuti ingombranti.

L’interrogativo di fondo

La domanda “quanta e quale plastica è realmente riciclabile” fa la differenza fra la soluzione municipale e quella della turgoviese InnoRecycling. Il Municipio basa la propria scelta sullo studio commissionato l’anno scorso dall’Ufficio federale dell’ambiente secondo cui se si separa la plastica, il vantaggio ambientale che ne deriva è irrisorio ed equivale a non percorrere annualmente 30 km in auto per persona; per contro, l’onere di separazione a carico dell’ente pubblico e quindi dei cittadini risulta oggi ingiustificatamente elevato.

«Ma, appunto, InnoRecycling la pensa diversamente», spiega Daniele Polli: «Infatti riesce a riciclare ben l’80% di tutta la plastica che raccoglie, mentre il restante 20% lo invia ai cementifici dove viene bruciata per creare calore». La ditta turgoviese accetta tutti i tipi di pellicole per imballaggi, ossia sacchetti e buste per avvolgere riviste e confezioni di bevande; nonché tutte le bottiglie di plastica per bevande, olio, aceto, shampoo, detersivi, ammorbidenti; e vaschette sagomate per alimenti come uova, biscotti, carne, affettati, formaggi, yogurt ecc.; e ancora secchi, vasi per fiori, bacinelle. Per contro InnoRecycling invita a non riporre nel suo sacco imballaggi per carne e simili molto sporchi (resti di marinatura), giocattoli, tubi d’irrigazione o simili, contenitori con residui di cibo, posate e stoviglie monouso.

«La differenza – annota Polli – è proprio la quantità e la varietà di plastica che secondo InnoRecycling è possibile riciclare, che è assai superiore di quanto ritengono il Municipio di Bellinzona e l’Ufficio federale dell’ambiente». In definitiva al Municipio «chiediamo di approfondire una soluzione più ecologica e pratica sia per l’utente (che comprerebbe il sacco di InnoRecycling e lo consegnerebbe in appositi luoghi), sia per il Comune che non dovrebbe più occuparsi direttamente di raccogliere la plastica riciclabile. Una soluzione interessante, tanto che una ditta ticinese si è nel frattempo messa in contatto con quella turgoviese per avviare questo tipo di raccolta anche da noi. Suggeriremo quindi alla Città di testare il sistema in uno dei suoi quartieri».

Interpellato dalla redazione, Christian Paglia si dice ben disposto ad approfondire l’ipotesi turgoviese e i suoi presunti vantaggi economici e ambientali: «Si tratta di verificare – spiega – quale percentuale di plastica la ditta di Eschlikon riesce veramente a riciclare. Chiedendo informazioni presso altre ditte attive nel medesimo settore, ci è infatti stato spiegato che il riciclaggio reale si attesta attorno al 50% massimo».

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