Bellinzonese
22.09.2018 - 14:300

Siluro alle Ffs dalla Camera tecnica

Biasca: criticata la scelta di non mettere a concorso la progettazione della copertura del Centro d'intervento AlpTransit. Timori pure per le nuove officine

La messa a confronto di più idee architettoniche relative a un grande impianto da edificare può migliorare il suo inserimento nel territorio. Ne è convinta la Conferenza cantonale delle associazioni tecniche (Cat) il cui direttore Loris Dellea prende posizione critica sulla procedura
adottata questa volta dalle Ffs per la prevista copertura del nuovo Centro di manutenzione e intervento di Biasca, struttura nella quale operano 180 addetti i quali a bordo di mezzi speciali su rotaia sono sempre pronti a lanciarsi nel tunnel ferroviario di AlpTransit per risolvere
eventuali perturbazioni, incidenti e incendi.

Essendo il grande impianto (caratterizzato da un edificio e da un’area aperta per complessivi 30’000 metri quadrati) a rischio schegge e pietre provenienti dalla montagna sovrastante, va ora coperto con una struttura metallica resistente agli impatti e poggiante a terra con pali di fondazione, nonché con una rete paramassi. Dimensioni della copertura: 500 metri di lunghezza, 15 di altezza e una larghezza variabile da 40 a 70. Tanto quanto il centro commerciale di Grancia.

“La Cat – scrive il direttore Dellea – non entra nel merito della qualità architettonica della struttura proposta poiché sarà stata sicuramente analizzata dagli uffici cantonali e comunali preposti; denuncia però la completa assenza di una messa in concorrenza del progetto architettonico”. Le notevoli dimensioni del Cmi e il suo inserimento paesaggistico “meritavano sicuramente uno studio più approfondito
attraverso un concorso di progetto”. Per contro, “la grande attenzione a questi temi dimostrata con la costruzione di AlpTransit, sembra in questo caso essere stata dimenticata dalle Ffs. Giustificare questo modo di procedere solo per motivi di sicurezza e di urgenza non è
sufficiente, poiché i problemi relativi alla caduta di massi erano già noti da molti anni”.

Le Ferrovie: ‘Procedura regolare e dettata dall’urgenza’

Interpellate dalla ‘Regione’, le Ffs non intendono replicare pubblicamente alla Cat e motivano brevemente la scelta fatta proprio con l’urgenza di dotare il Cmi di un impianto protettivo, aggiungendo tuttavia che per molte altre edificazioni si è optato per il concorso di progettazione.
Ma dopo quanto capitato a Biasca, Loris Dellea volge già lo sguardo a un altro previsto impianto ferroviario che sta facendo discutere: “Le Ffs hanno già deciso che anche per l’edificazione delle nuove officine di Castione, complesso dalle dimensioni ragguardevoli, non è previsto un concorso di progetto architettonico. La struttura dovrà rispondere solo ad aspetti tecnici e non architettonici. In altre parole alle Ffs interessa semplicemente costruire un contenitore economico e funzionale e non necessariamente ben integrato con il contesto e di buona fattura estetica”. Non da ultimo, anche in merito alla scelta della sua ubicazione la Cat “esprime dubbi e scetticismo”. Pure sollecitate dalla redazione su questo aspetto, le Ffs preferiscono non commentare. Mentre la Cat insiste sul fatto che “una maggiore attenzione permetterebbe
di dimostrare una corretta considerazione del territorio e della popolazione che lo abita”.

La Conferenza cantonale delle associazioni tecniche ravvisa infine aspetti critici anche nella gara per impresa generale plus per la realizzazione dell’opera: “Infatti, con l’offerta per la costruzione dell’intera struttura le Ffs richiedono anche le prestazioni da ingegnere civile riservandosi però allo stesso momento di affidare la progettazione e la direzione dei lavori a una ditta terza. Oltre questa presunta
incoerenza, viene stabilito un valore pari al 60% per la ponderazione del prezzo per l’aggiudicazione dell’appalto, un valore eccessivamente alto che difficilmente permetterà di raggiungere un’alta qualità nel manufatto costruito”.

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