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18.09.2018 - 06:00
Aggiornamento: 07:19
di Marino Molinaro

‘Droga party? Mai più qui in Riviera!’

Nelle radure e nei boschi si sono svolti quest’anno almeno due eventi illegali: il Municipio solleciterà la polizia a intervenire

Droga party nell’alto Ticino: ne ha parlato il 6 settembre la trasmissione ‘Falò’ della Rsi. Giornalisti con telecamere nascoste si sono ‘imbucati’ filmando il consumo di grandi quantitativi di stupefacenti. A sniffare, calare e fumare ogni tipo di sostanza erano svariate decine di giovani fino alla trentina e anche minorenni. Tutta la notte così, con la musica che pompava. Gli incontri vengono organizzati nella bella stagione e pubblicizzati attraverso un sito internet e via social fornendo le coordinate Gps. A evento concluso gli appelli vengono cancellati. Quest’anno in almeno due occasioni il territorio scelto è stato quello dei boschi e delle radure del Comune di Riviera, nella bassa Mesolcina e nel Locarnese.

Il sindaco di Riviera Raffaele De Rosa, interpellato dalla ‘Regione’, si dice molto preoccupato: «Il tema si è presentato quest’anno a seguito di alcune reclamazioni di nostri abitanti per la musica che andava avanti tutta la notte. Abbiamo verificato e in effetti non risultava alcuna nostra autorizzazione nei luoghi preposti all’organizzazione di feste all’aperto. Ora quanto visto a Falò ci mette in allarme. Abbiamo peralto saputo che qualche evento si sarebbe svolto anche nel Locarnese. Quanto a noi, non vogliamo che si ripeta. Perciò abbiamo inserito il tema nella nostra agenda fra quelli prioritari da discutere col Municipio di Biasca e con la Polizia regionale. Siamo pronti, se sarà il caso, a incaricare agenzie di sicurezza private di pattugliare il territorio». L’auspicio dell’autorità locale «è che le forze dell’ordine si attivino per impedire il ripetersi dei droga party. Non vogliamo che la Riviera diventi un luogo di sballo e magari anche di morte. Infatti il rischio che nottetempo possa accadere qualcosa di grave nei boschi, lungo il fiume Ticino o sulle strade è elevatissimo, visto l’ingente consumo di droghe e alcol».

Inoltre, aggiunge il sindaco di Riviera, un aspetto di fondamentale importanza è quello della prevenzione e dei messaggi verso nel nuove generazioni: «Da qui in avanti, ora che sono state portate a conoscenza dell’opinione pubblica, lasciare che queste cose si ripetano metterebbe le autorità in cattiva luce, inducendo il cittadino, anche quello più giovane e che osserva il mondo degli adulti, a credere che siano tollerate. Sarebbe un brutto segnale! Noi chiediamo invece che si faccia tutto il possibile per evitare, qui e altrove, che si ripetano situazioni degradanti di questo tipo».

La PolTi avrebbe eseguito ‘tutti gli accertamenti necessari’

Abbiamo sottoposto alcune domande via e-mail (questa la prassi richiesta ai media) alla Polizia cantonale: è al corrente di quanto accade? Oltre a quanto mostrato da ‘Falò’, quali altre informazioni potete fornire per inquadrare il fenomeno (organizzatori, provenienza droga, ecc.)? Intendete intervenire per contenerlo? In caso negativo, perché? “Come Polizia cantonale – risponde via posta elettronica Stefano Gianettoni, collaboratore scientifico della PolTi – poniamo la dovuta attenzione nei confronti di tutte le segnalazioni che ci giungono. Anche in ambito di stupefacenti, o più specificatamente di raduni dove si sospetta un’attività illegale, da parte nostra vengono effettuati tutti gli accertamenti necessari. Se del caso viene valutata l’opportunità di aprire un procedimento penale. Per contrastare un fenomeno che tocca anche una fascia giovanile della popolazione non ci limitiamo alla semplice repressione ma organizziamo vari incontri informativi e preventivi presso diverse sedi scolastiche. Per quanto riguarda informazioni di dettaglio relative a inchieste, come da prassi, non ci esprimiamo”. La risposta è vaga, ma induce a ritenere che possa essere stata avviata un’inchiesta penale.

Il magistrato dei minorenni: ‘Reprimere? Nessun tipo di iniziativa dev’essere esclusa, ma…’

Droga party frequentati anche da ragazzi e ragazze in giovane età: urge un intervento della Magistratura dei minorenni? «Tutti i fenomeni legati al consumo di droghe e sostanze come alcol, farmaci e tabacco mi preoccupano», premette Reto Medici. Un ambito molto vasto nel quale «bisogna avere una visione a 360 gradi per capire quali sono i problemi emergenti che richiedono risposte efficaci. In Ticino – lo dicono sia le inchieste penali e le condanne in forte aumento, sia i sondaggi della fondazione Suisse Addiction che si occupa di dipendenze giovanili – fra i minorenni supera di gran lunga gli altri consumi (97%) quello di canapa, sostanza psicoattiva che incide pesantemente sulla salute di chi è in fase di sviluppo». Un consumo «che molti adolescenti banalizzano, fino quasi a fumare in faccia ai poliziotti» quando questi intervengono. Impressionante è anche «la facilità con cui gli adolescenti si ubriacano. Alcuni episodi allarmanti si sono verificati in giugno, a fine dell’anno scolastico, con festini a base di birra e vodka durante i quali il fatto di agire in gruppo induce il singolo a ritenere ridotta la propria responsabilità». Un’anticamera, par di capire, ai droga party.

Controlli a sorpresa

Fra i compiti della magistratura figura anche la repressione, «perciò da parte nostra nessun tipo d’iniziativa dev’essere esclusa». Vi saranno dei blitz ai droga party? «Controlli a sorpresa in grande stile richiedono importanti dispiegamenti di forze che purtroppo rischiano di essere poco proporzionali ai risultati ottenuti». Un caso emblematico è quello di un controllo compiuto alcuni anni fa in una discoteca dove si consumavano stupefacenti: chi ne aveva li ha gettati a terra, ciò che ha reso molto difficile accertare le singole responsabilità, nonostante l’impiego sul posto di oltre cento agenti di polizia. Facile immaginare che lo stesso accadrebbe ai droga party, organizzati peraltro in luoghi aperti e quindi con ancora maggiori possibilità di ‘inquinamento’ delle prove.

L’importanza delle udienze

«Di fondamentale importanza – conclude il magistrato dei minorenni – è la prevenzione e repressione che svolgiamo nelle scuole e nelle vicinanze, affinché non vi sia spaccio e il tema della dipendenza venga approfondito in classe e con eventi puntuali rivolti anche ai genitori. Peccato che a tali incontri si presentino quelli che ne hanno meno bisogno. Eppure, fondamentale è proprio il ruolo dei genitori: perché i problemi si manifestano quando delegano i loro compiti alle istituzioni e si disinteressano di ciò che fanno i figli nel tempo libero». Una tendenza, questa, in aumento. Peraltro negli ultimi tre anni in Ticino sono sensibilmente aumentati i casi di droga con condanna. Non secondario, annota infine Reto Medici, è il tipo di procedura scelta dalla Magistratura: «Su circa 1’200 procedimenti penali aperti ogni anno, riusciamo a svolgere circa 500 udienze con i diretti interessati. Incontri nei quali riusciamo a comprendere i problemi personali e a decidere i provvedimenti più efficaci», talvolta coinvolgendo anche Antenna Icaro e Ingrado.

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