
«Non chiamatelo tesoretto! Semmai utile straordinario. Ma effettivamente – ha chiosato il vicesindaco Andrea Bersani – la Città di Bellinzona non era una sposa tanto povera come si poteva credere». L'occasione per dirlo, oggi a mezzogiorno, è stata la conferenza stampa di presentazione del messaggio con cui il Municipio propone al Consiglio comunale di trasformare le Amb in Amb, ossia dalle attuali “Aziende municipalizzate di Bellinzona” in “Azienda multiservizi Bellinzona”.
Un passaggio – ha esordito il sindaco Mario Branda accompagnato dall'esecutivo in corpore e dal direttore Amb Mauro Suà – che si rende necessario con l'aggregazione per rendere le Amb ancora meglio efficaci sul territorio, pronte ad affrontare le sfide future nella gestione di acqua (captazione, distribuzione e depurazione), elettricità (produzione e distribuzione), tecnologie (rete fibra ottica) e altri vettori (teleriscaldamento e biogas). Il tutto mantenendole sempre in mani pubbliche e sotto il controllo politico dell'autorità. Il tutto – nota bene – con un chiaro tornaconto per le casse cittadine: infatti uno degli effetti dell'istituzione del nuovo Ente autonomo di diritto comunale (sarebbe il quarto dopo i già esistenti Sport, Teatro, Musei e Carasc) è la rivalutazione degli impianti delle reti elettriche.
Rivalutazione necessaria – in base ai parametri della ElCom, la Commissione federale dell'energia elettrica – per stabilire le tariffe di rete. Ebbene, hanno spiegato Branda e Bersani: tale rivalutazione ha sortito il risultato – sorprendente poiché sin qui non pubblicizzato, nemmeno durante il processo aggregativo – che il valore attuale delle reti Amb è sottostimato. Perciò la differenza fra i valori ricalcolati con i parametre ElCom e quelli allibrati a bilancio il 31.12.2016 portano a un margine di rivalutazione contabile lordo di ben 65 milioni di franchi. Di questi, l'anno prossimo 50 verrebbero contabilizzati a favore del Comune aggregato sotto forma di utile straordinario, 10 quali riserve Amb e 5 per oneri fiscali.
In soldoni, la nuova Città potrebbe incamerare un “tesoretto elettrico” da 50 milioni da destinare al finanziamento dei molti progetti strategici previsti a breve, medio e lungo termine (compreso il nuovo impegno per il cambiamento di cassa pensione, calcolato in 18 milioni, «cifra di cui la Città è già in possesso», secondo le assicurazioni date da Branda), aggiungendoli ai 20 fissati dal Cantone per questo scopo. Tuttavia – va precisato – la nuova Bellinzona non potrebbe disporre di 50 milioni netti, bensì di circa 3 milioni l'anno, per gli anni a venire, con i quali poter accendere prestiti bancari necessari a finanziare investimenti strategici pari a svariate decine di milioni. I 3 milioni sarebbero il frutto del tasso d'interesse del 3% applicato – secondo il messaggio municipale – al nuovo capitale in dotazione alle Amb (come detto, salirebbe dagli attuali 50 a 100 milioni) per il previsto riversamento annuo alla Città; più un altro milione e mezzo derivante da utili aziendali residui. Totale 4,5 milioni annui. Il condizionale tuttavia è d'obbligo, poiché qualora non dovesse andare in porto l'istituzione del nuovo Ente automo Amb, non sarebbe nemmeno possibile rivalutare il valore delle reti elettriche. E addio 50 milioni nel nuovo capitale di dotazione delle Amb, nonché ai 3 milioni d'interessi da destinare ai progetti strategici del Comune.
Il messaggio – affatto velato – è rivolto a chi durante la campagna elettorale della passata primavera (il Movimento per il socialismo) aveva già messo le mani avanti sulla trasformazione delle attuali Amb in nuove Amb, memore delle battaglie vinte negli anni 90 contro l'allora trasformazione delle Amb in Società anonima. Di fronte a un'ipotesi di referendum, Branda e Bersani si sono comunque detti tranquilli: «Crediamo tutti nella necessità di dare un nuovo assetto gestionale e operativo alle Amb, fortemente voluto e assolutamente necessario».
Qualora il messaggio municipale dovesse seguire l'iter previsto (ok del Consiglio comunale in autunno ed entrata in funzione dell'Ente autonomo Amb il 1° gennaio 2018) la rivalutazione delle rete introdurrebbe da subito anche le nuove tariffe. Le quali – ha annunciato Bersani – sarebbero più basse delle attuali per i piccoli consumatori. Nel caso in cui un eventuale referendum dovesse rallentare l'iter – finendo per posticipare di qualche mese l'istituzione dell'Ente qualora dalle urne uscisse un sì al progetto di trasformazione – le nuove Amb verrebbero comunque attivate con effetto retroattivo l'1.1.18, e con esse anche le nuove tariffe.