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27.06.2017 - 07:340
Aggiornamento : 15.12.2017 - 17:12

Da 'Petronilla' alla Val Pontirone, Fondazione in festa 

A volte basta un libro; altre volte occorre rimboccarsi le maniche, affrontare lo stesso territorio, impervio, su cui hanno tirato a campare generazioni di biaschesi. Lo scopo è nobile, quello di salvaguardare paesaggio e memoria. Un obiettivo che la Fondazione paesaggio Valle Petronilla e Pontirone persegue dal 2015, da quando è stato lanciato il progetto quinquennale per questa prima valle, glaciale, incuneata tra la Riviera e la Val Pontirone, in cui hanno creduto enti pubblici e privati, che ha fatto rivivere i monti (maggenghi) di Biasca. Il budget a disposizione della Fondazione supera il milione di franchi, quasi del tutto assicurati. Ora, a un paio di anni da quell’inizio, è tempo di festa. L’anno scorso è stato ultimato il restauro della cascina di Chierisgéu. Qui, a 1’800 metri, sabato 22 luglio si terrà una giornata organizzata dalla Fondazione presieduta da Gabriele Mossi, con l’inaugurazione della cascina, grigliata e musica (data di riserva domenica 23). Con Mossi, nel Consiglio di fondazione, siedono Rinalda Tatti (vice presidente), Fabiano Vanza (segretario), Romano Rè (contabile) e Sante Rodoni. A proposito del restauro della cascina all’alpe di Chierisgéu Mossi evidenzia che gli intendimenti vanno oltre lo scopo ‘classico’ di preservare, si vuole favorire il futuro insediamento di aziende agricole. La costruzione sarà infatti messa a disposizione di un alpigiano, che sarà libero di (ri)portare su questo ampio terrazzo, mucche (giovenche) come un tempo o altri capi, quali capre e pecore.

Orizzonte 2020

L’anno scorso la Fondazione paesaggio Valle Petronilla e Pontirone si è impegnata per il recupero degli stabili alpestri dell’Alpe di Dros, la manutenzione del sentiero Fracion-Canvasgia e della prima tappa del sentiero che da S. Petronilla conduce all’alpe Tonsgia, fino all’alpe Compiett. Quest’estate si prevede di andare avanti con la sistemazione di edifici rurali, tra cui il restauro di un deposito (‘Chiemerlüz’) a Chierisgéu, come pure il recupero delle superfici agricole inselvatichite e dei sentieri di accesso. Sarà altresì ultimata la messa in sicurezza del sentiero Santa Petronilla – Alpe Tonsgia – Alpe Compiett (seconda parte) e sistemato il percorso che scende dall’Alpe Lago sul lato sinistro (Alpe Chierisgéu, Alpe Dros, Pontima) con la creazione di sentieri panoramici e circolari: ai percorsi didattici la Fondazione accorda una grande importanza, come esperienza di scoperta delle tradizioni agricole, che si vorrebbero appunto far rivivere nella parte alta della Valle Petronilla.

Quanto ai manufatti ancora quest’estate si conta di recuperare gli Sprügh (piccoli rifugi per pastori o cantine per i prodotti caseari) all’Alpe di Dros da Scima e all’Alpe di Dros da Fond. E dopo, che si farà? Dal 2020 si procederà con l’allestimento di un nuovo progetto. L’idea, dopo la Valle S. Petronilla, sarebbe infatti di concentrarsi

sulla Valle Pontirone, preservando, anche qui, preziose testimonianze. Tra le ipotesi per Cava, alpe confinante con l’alta Valle S. Petronilla, un futuro recupero della ‘sovenda’ (sorta di scivolo per il trasporto a valle del legname) e delle fornaci da cui sarebbe stata estratta la calce per la chiesa di Pontirone.

Licenza di costruzione al ghiacciaio

Intanto, per la cascina edificata verso la fine del 20° secolo al ghiacciaio del ‘Buion’ (ai piedi del Torrone d’Orza), il Patriziato ha ricevuto la licenza per sistemare i muri perimetrali e il tetto. I lavori potrebbero iniziare nel 2018 o ’19.

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