Blenio

Frana Ghirone, tre capanne si 'attaccano' al bus

15 giugno 2016
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Gli escursionisti che intendono percorrere la Val Carassina sopra la diga del Luzzone dovranno allungare la scarpinata, perché «la sicurezza viene prima di tutto». E una strada che si trova in zona di pericolo valanga, come quella che parte da Ghirone e porta alla diga, non può che venire chiusa. “Fino a nuovo avviso”, scrive in una nota il Comune di Blenio. «Di sicuro non sarà percorribile almeno per tutta la stagione 2016», precisa alla ‘Regione’ il municipale di Blenio Vasco Bruni.

La strada a tornanti (vedi foto) è privata, di proprietà dell’Ofible, «ma a uso pubblico»: è quella che permette alle automobili di raggiungere il lago del Luzzone e, da lì, l’imbocco della Val Carassina o l’Alpe di Garzotto «da cui si snodano diversi itinerari pedestri. Tra questi la via più ‘popolare’ per la regione dell’Adula».

Per quanto molto utilizzata dai turisti, il Comune ne ha deciso la chiusura (anche ai pedoni) da Ghirone-Baselga al monte Scalvedo. Motivo: il pericolo di caduta detriti. «Peraltro è già successo che massi di varie dimensioni abbiano raggiunto la strada». Degli
80mila metri cubi di materiale che si erano messi in movimento in Val Selva, circa
65mila sono scesi nel cono della frana. Ne restano 10-15mila su un fronte che si muove di alcuni centimetri al giorno e da cui si staccano continuamente massi.

La riapertura della strada è ipotizzabile «per il 2017, a condizione che si realizzino i necessari lavori di premunizione, tra cui un vallo che servirebbe anche d’inverno
contro le valanghe. Il Comune ha incaricato uno studio d’ingegneria d’allestire un progetto per la messa in sicurezza degli abitati di Baselga e Aquilesco, che è il nostro principale obiettivo».

Per il momento gli appassionati delle passeggiate in montagna dovranno mettere
in conto un tempo di percorrenza più lungo di almeno due ore, tra andata e ritorno: mezz’ora da Ghirone al Luzzone, un’altra mezz’ora per Garzotto o la diga Carassina. La situazione preoccupa ovviamente le capanne della regione: Michela Motterascio (2’172 m), Utoe Adula (2’393 m) e Cas Adula (2’012 m), «che hanno chiesto la possibilità di avere un furgone a monte della frana, così da trasportare le persone fino a dove di solito si arriva in auto.

L’ipotesi è al vaglio di Organizzazione turistica regionale Bellinzonese e Alto Ticino e Autolinee bleniesi». Intanto a causa delle precipitazioni previste, Municipio di Blenio e Ofible hanno annullato l’apertura sorvegliata della strada prevista venerdì 17, che è posticipata, condizioni permettendo, a venerdì 24 (ore 7.30-11.30).

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