Lo sciupafemmine e lo sfigato: era la 'compagnia'

laRegione 25 anni
14.9.2017, 15:392017-09-14 15:39:04
Cristina Ferrari @laRegione
Cristina Ferrari @laRegione

Lo sciupafemmine e lo sfigato: era la 'compagnia'

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C’era lo sciupafemmine e c’era il simpaticone. C’era la belloccia (che era sempre bionda) e lo sfigato. Si ‘viaggiava’ in almeno una ventina, fra una piazza e un piano-bar, sempre pronti alla risata e a consolare l’amico lasciato dalla prima fidanzatina. Era la ‘compagnia’, quella capace di tenerti fuori casa pomeriggio e sera: calamita nel weekend e contatto telefonico (quello ancora con i fili) nei giorni feriali. Non esisteva stagione capace di isolarti: al lido d’estate, al centro giovani d’inverno, giusto per fare un tuf- fo e uno scherzo alle ragazze, ascoltare musica o seguire le performance dei ‘maschi’ da una porta a un canestro. La ‘compagnia’ quella che oggi, venti- cinque anni dopo, sembra non esistere più, era la tua seconda famiglia, per al- cuni del gruppo anche la prima... Non servivano alcol o sballi allora per tornare a casa con il sorriso sulle labbra e felici nel cuore, bastavano un paio d’ore trascorse a chiacchierare, a scambiarsi le proprie visioni del futuro, i propri sogni e, qualche volta, anche i propri fallimenti (soprattutto scolastici). Era un guscio capace di proteggerti, ti ini- ziava alla vita, ti insegnava il valore dell’amicizia e della condivisione. Il sabato poi era ‘sacro’: guai a prendere un castigo dai propri genitori e a non poter uscire, si rischiava il pianto disperato. Era bella la ‘compagnia’ di inizio anni Novanta: per scovare un amico bastava farsi trovare sotto il piantone o al campetto, e lì incontravi il tuo mondo. Tu, adolescente e giovane, non eri ancora ‘prigioniero’ di un telefonino e le playstation erano cose da film di fantascienza. Nella tua stanza ci stavi giusto per dormire (poco) e mamma parlava ancora della vostra casa come di un albergo. Non perdevi troppo tempo davanti alla tv e gli impegni sportivi, limitati, ti concedevano del buon tempo libero. Le partite, la domenica, i ragazzi le ascoltavano, distrattamente, alla radio mentre scambiavano il loro primo bacio e le prime emozioni. La ‘compagnia’ che ti difendeva dai bulli e che valorizzava i talenti di ciascuno: chi portava la chitarra, chi la voce. Chi, lì, ha lasciato il cuore.