I transiti sul lago Maggiore sono documentati sin dai tempi antichi: il suo specchio è un vettore naturale di genti e di mercanzie verso la Lombardia e Milano, via Naviglio grande dal 1270. Lo percorrono per secoli, attraverso l’età medievale e rinascimentale, trasporti commerciali adibiti a questa tratta tra l’Europa mediterranea e quella baltica – e nello specifico tra il Milanese e la Svizzera e viceversa – e battelli militari per la difesa delle capitali feudali dei Rusca e dei Borromeo, Locarno e Arona. Uno sviluppo decisivo però è dato dall’introduzione nel 1826 del servizio della navigazione lacuale civile mediante il battello a vapore «Verbano». Per i laghi della regione prealpina è l’inizio di una nuova era di collegamenti e del turismo di élite.
Tra fonti e aneddotica presentano il tema Antonio Leucci, presidente dell’Associazione Verbano 26 e direttore del progetto per i 200 anni di navigazione di linea sul lago Maggiore, e lo storico Marino Viganò, autore del saggio Magadino porto, nel bicentenario della navigazione sul Verbano (1826-2026) (Verbania, Alberti, 2026). Modera la serata Stefano Vassere, direttore delle Biblioteche cantonali.