Emessi due decreti d'accusa nei confronti di due agenti di Polizia: la pena proposta è di 15 e 10 aliquote giornaliere sospese

Sono accusati di abuso di autorità i due agenti di Polizia che, il 13 ottobre dell'anno scorso, hanno fermato una donna a margine di un dibattito e di un comitato cantonale di partito. Lo fa sapere il Ministero pubblico indicando che “sulla scorta di una ricostruzione dei fatti basata su interrogatori, filmati dell'accaduto e sull'esame degli atti, è stata infatti valutata come non proporzionale, nel contesto concreto, l'esecuzione dell'ammanettamento di una donna”.
Il procuratore generale Andrea Pagani ha di conseguenza emanato due decreti d'accusa nei confronti del capo impiego, appartenente alla Polizia cantonale, che ordinò ed eseguì l'ammanettamento, e nei confronti di un agente della Polizia Città di Lugano che concorse all'applicazione delle manette. La pena proposta nei decreti d'accusa, che contemplano anche il reato di vie di fatto, è di rispettivamente 15 e 10 aliquote giornaliere (sospese condizionalmente per un periodo di prova di due anni) più una multa e il pagamento delle spese giudiziarie.
Gli imputati avranno ora 10 giorni di tempo per decidere se interporre opposizione. Il Ministero ricorda inoltre che “vale il principio della presunzione di innocenza fino all'emanazione di una decisione definitiva”.