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Chi si ferma e chi va avanti, lo sport ticinese singhiozza

Anche il basket regionale segue l'esempio del calcio e sospende le attività (sino all'8 novembre), ma in generale si prende tempo in attesa di decisioni dall'alto

22 ottobre 2020
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Prima il calcio, poi il basket (e il volley dovrebbe seguire tra oggi e domani). Lo sport amatoriale ticinese fa di nuovo i conti da vicino con il coronavirus e dopo la decisione presa dalla Federazione ticinese di calcio mercoledì, ossia rinviare tutte le partite delle categorie di sua competenza sino al 12 novembre – una sorta di escamotage per fermare tutto senza avere il potere di farlo realmente, visto che solo la Federazione svizzera di calcio (Asf) o le autorità cantonali hanno formalmente la possibilità di interrompere (a titolo definitivo o temporaneo) i campionati –, anche Ticino Basket deciso di sospendere le attività (dalle categorie minibasket fino ai Senior) fino all'8 novembre, rinviando quindi a data da destinarsi le partite in programma sino a quella data. Lo svolgimento degli allenamenti in seno alle varie società rimane invece a discrezione delle stesse (proprio come nel calcio).

Situazione analoga per palla a spicchi e pallone

«La situazione effettivamente è analoga a quella del calcio – ci spiega Matyas Cavadini, presidente della Federazione ticinese di basket, il cui movimento conta circa 2'000 tesserati –. Fondamentalmente Serie A, B e Prima Lega sono gestite da Swiss Basket, così come la under 17 nazionale, mentre dagli U20 in giù passando anche dalla Seconda Lega (i Senior) decidiamo noi, ma sempre subordinatamente alla federazione svizzera. Di conseguenza noi possiamo sospendere i campionati, ma non interromperli».

Uno stop, come spiegato anche nel comunicato stampa, dettato da diversi fattori tra cui in primis la volontà di evitare il propagarsi del virus tra le varie società del Cantone... «Fermarsi almeno fino al termine delle vacanze autunnali (dal 31 ottobre all’8 novembre, ndr), nelle quali ci sarebbe comunque stata una pausa, ci è sembrata la via più giusta da percorrere vista l'impennata dei contagi. Anche perché ci sono già due o tre squadre in quarantena. Seguiremo con attenzione l’evolversi della situazione ed eventuali provvedimenti che saranno emanati a livello cantonale, federale o da parte di Swiss Basket. La speranza è di poter ripartire dal 9 novembre (con le qualifiche per la Coppa Ticino), ma siamo consci che sarà davvero difficile».

Tutto in mano a Swiss Hockey, ma a livello regionale proseguire 'non è un problema'

Si trova in una situazione simile a calcio e basket anche la Federazione ticinese di hockey... «Noi non abbiamo il potere di interrompere i campionati, dobbiamo seguire le regole che ci vengono imposte dalla Federazione svizzera e so che in questi giorni di chineranno sulla questione – afferma il presidente della Fthg Mauro Osenda, a capo di un movimento che a livello cantonale conta circa 4'500 affiliati –. Nel frattempo tutto quello che riguarda le attività delle selezioni nazionali (di qualsiasi età), i tornei delle varie under e Bibi Torriani (selezione cantonale U14 e regionale U15) sono stati annullati. A livello ticinese stiamo invece riflettendo sugli appuntamenti dei bambini, ossia categorie under 7 e 9, che non hanno un vero e proprio campionato ma che si ritrovano per delle giornate alle quali partecipano quattro squadre e che quindi, contando anche gli accompagnatori, comportano l'assembramento di un numero piuttosto elevato di persone. Stiamo facendo le nostre valutazioni, da una parte quello dei bambini è un problema relativo se i genitori rispettano i protocolli di protezione, d'altro canto non ci si può nemmeno nascondere, la situazione è complicata».

Per quel che riguarda invece l'hockey regionale dei "grandi" (in pratica la Terza Lega) «decide sempre Swiss Hockey e in particolare la Regio League, anche se da parte nostra non vediamo un grandissimo problema a proseguire, dal momento in cui il pubblico è praticamente pari a zero e le squadre rispettano i protocolli. Chiaramente il rischio zero non c'è e tutto è legato al comportamento individuale e delle società».

La ginnastica si è mossa in anticipo

C'è anche chi ha giocato d'anticipo, come l'Associazione cantonale ticinese di ginnastica... «Già qualche tempo fa (inizio settembre, ndr) abbiamo deciso di cancellare tutte le manifestazioni sino alla fine dell'anno – sottolinea Loris Galbusera, numero uno dell'Actg, che con quasi 9'000 tesserati è la più numerosa del cantone dopo il calcio –. L'unico appuntamento ufficiale che abbiamo mantenuto sono dei corsi di aggiornamento e formazione, che sono però limitati a un rappresentante per società e all'interno dei quali sono prese tutte le precauzioni del caso. Quello che riguarda invece l'attività in palestra, in pratica gli allenamenti, continua, anche in questo caso rispettando le disposizioni cantonali (ad esempio sull'uso degli spazi, mascherine, ecc). Va detto che non su tutto il territorio cantonale è possibile farlo allo stesso modo, in quanto non tutte le scuole permettono di utilizzare appieno le palestre, che a loro volta variano molto per spazi e strutture, ma sta anche alle società adattarsi, sempre mettendo la salute al primo posto».

Nel nuoto valutazioni puntuali e misure efficaci

Come la ginnastica anche il nuoto è, in particolare nella stagione invernale, molto legato alle infrastrutture... «A oggi non pensiamo di fermare l'attività, ma stiamo comunque verificando che dove vengono svolte siano rispettate le accresciute disposizioni di sicurezza – le parole del presidente della Federazione ticinese (quasi 6'000 membri contando anche le scuole di nuoto) Lucas Bächtold –. In questo senso abbiamo deciso di rinviare determinati meeting che avrebbero coinvolto un numero troppo elevato di persone, ultimo in ordine di tempo quello della Turrita (si sarebbe dovuto disputare la scorsa domenica, ndr). In altre discipline come ad esempio la pallanuoto e il nuoto sincronizzato (rinominato "artistico") invece il numero di presenti è decisamente minore ed è quindi possibile rispettare le indicazioni delle autorità sanitarie. Ed è quello che già accade nelle attività quotidiane in piscina, con gli accessi agli spogliatoi limitati (si arriva con già il costume e si fa la doccia a casa) e altre misure quali ad esempio la mascherina e la suddivisione dei nuotatori in gruppi, in modo da contenere eventuali focolai. Non è sempre evidente, ma ci adattiamo e proviamo ad andare avanti».

Atletica in letargo ma determinata a ripartire a gennaio

Altra branca importante dello sport ticinese, l'atletica leggera (la Federazione cantonale conta 550 tesserati ma in totale il movimento arriva a quota 3'000) è andata in letargo al momento giusto... «La stagione atletica all'aperto è praticamente conclusa e quella indoor si aprirà a gennaio/febbraio 2021, per cui al momento non ci sono particolari decisioni da prendere – ci spiega il presidente della Ftal Francesco Quattrini –. Ora inizieranno le gare di cross, corse totalmente all'aperto e senza contatto chiaro e diretto come in altri sport, per cui per il momento sono confermate, così come da parte nostra non è necessario intervenire in altro modo, anche perché le società hanno già direttive ben precise da seguire. In ogni caso ci riserviamo di reagire all'evoluzione della situazione e anche alle eventuali decisioni del Consiglio Federale di settimana prossima».

Ben più problematica rischia di rivelarsi la stagione al coperto, anche se Quattrini non perde la speranza... «Non escluderei tutto a priori, perché ad esempio un meeting potrebbe essere "splittato" e farne uno per i lanci, uno per i salti e uno per gli sprint, limitando così il numero di atleti e accompagnatori. Al di là dell'aspetto legato al pubblico, mi preme che gli atleti possano gareggiare, anche per poter preparare al meglio la stagione estiva con le Olimpiadi. Di conseguenza nella misura del possibile vorremmo mantenere un calendario all'altezza delle necessità di atleti e allenatori».

Già, nelle misura del possibile...

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