Luganese

Piscina, critiche e suggerimenti sul rilancio

L'associazione XCarona scrive al sindaco di Lugano, vuole essere coinvolta e propone alla Città uno studio di fattibilità che coinvolga tutto l'ex Comune

La struttura balneare di Carona (Ti-Press)
9 settembre 2020
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Dubbi, perplessità e critiche ma anche suggerimenti interessanti. L'associazione XCarona nei giorni scorsi ha inviato direttamente un articolato documento al sindaco di Lugano Marco Borradori sollevando obiezioni in merito al progetto di rilancio del sedime della piscina approvato dal Consiglio comunale di Lugano nella seduta del 7 luglio scorso. Ha chiesto e ottenuto un incontro con il Municipio che nel frattempo ha incaricato i dicasteri coinvolti di approfondire le questioni prospettate che mirano a ottimizzare "l'investimento pubblico di sei milioni di franchi (in tutto sono sette, con il coinvolgimento del Tcs) in modo da trovare soluzioni adeguate e capaci di valorizzare l'intero villaggio".

Uno studio per tutto il villaggio

La richiesta principale "riguarda la necessità di realizzare uno studio di fattibilità in modo da garantire un iter procedurale corretto, nonché il pubblico interesse del progetto complessivo. Uno studio di fattibilità che sappia tenere in considerazione tutto il comparto (piscina, campi da calcio e tennis, viabilità e posteggi) senza dimenticare l’impatto ambientale, le necessità della popolazione residente, nonché la visione sullo sviluppo turistico del villaggio". Uno studio "che consenta di chiarire con maggiore precisione quale orientamento si vuol dare al progetto, quali elementi vanno presi in considerazione e quali obiettivi si vogliono effettivamente raggiungere", si legge nel documento.

L'associazione vuole essere coinvolta

L'associazione ritiene inoltre indispensabile l'allestimento di "un bando di concorso sulla base dei requisiti identificati nello studio di fattibilità" e vorrebbe essere coinvolta assieme agli altri sodalizi presenti sul territorio "nella preparazione e approvazione del bando di concorso nonché della presenza di almeno un rappresentante come membro della giuria". XCarona è infatti convinta che "investimento così importante dovrebbe essere l’occasione per riqualificare finalmente tutta quella zona, che oggettivamente è 'disgregata' e presenta svariati problemi". Poi, per il progetto passato in Consiglio comunale, occorrerà una variante "del Piano regolatore (visto che tocca una zona boschiva)" da sottoporre al Cantone, che a sua volta dovrà valutarla nel suo insieme. E un via libera da parte dell'amministrazione cantonale non appare per nulla scontato.

Serve un MasterPlan per tutto il paese

L'associazione ha percepito positivamente l'impegno della Città che consentirà alla cittadinanza di continuare, anche in futuro, si legge, "a usufruire di questo importante servizio di pubblico interesse che però vale come unica alternativa alla chiusura definitiva della piscina, e come detto riguarda esclusivamente l’attuale sedime della piscina e prevede di attribuire i 2/3 della superficie a un ente privato per la realizzazione di una cinquantina di alloggi turistici (in concessione per 40 anni)". Come richiesto da anni dalla popolazione, continua l'associazione, servirebbe "un 'MasterPlan' per lo sviluppo del villaggio di Carona, rappresenta lo strumento fondamentale per identificare le linee guida che permettono di progettare in modo coerente".

Glamping sostenibile a livello ambientale?

"Più dell’85% dell’investimento totale sarebbe quindi composto da soldi pubblici", sottolinea l'associazione mentre a carico del Tcs ci sarebbe un solo milione di franchi, rivolto esclusivamente alla realizzazione delle 50 casette di legno". Però, solo 1/3 della superficie totale rimarrebbe a disposizione del pubblico, mentre al privato "verrebbero concessi i 2/3 della parte più pregiata che, oltretutto, non ha bisogno di nessun intervento di ristrutturazione o di riordino". Agli occhi di XCarona, "sarebbe davvero un’occasione sprecata rivolgere tutte queste risorse allo studio della sola area della piscina destinata al pubblico (1/3 di tutto il sedime), lasciando fuori dal concorso addirittura la progettazione del resto dell’area, dove si prevede di edificare 50 casette". L'associazione si chiede se questo "sia ambientalmente sostenibile e soprattutto se l’ubicazione scelta sia quella opportuna".

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