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Abusi a scuola, la Lega chiede chiarezza: «Basta proteggere i "compagni" che sbagliano»

Il partito di via Monte Boglia interroga il Governo sul caso dell'ex docente della Csia accusato di comportamenti sessisti e abuso d'autorità.

Abusi a scuola, la Lega chiede chiarezza: «Basta proteggere i "compagni" che sbagliano»
(Ti-Press / Elia Bianchi)
29 ottobre 2026
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BELLINZONA - Quali segnalazioni sono arrivate alle autorità scolastiche e al DECS? Quando e come sono state trattate? E come vengono protetti da eventuali ritorsioni coloro che segnalano? Sono alcune delle domande che il gruppo parlamentare della Lega ha rivolto oggi al Consiglio di Stato con un'interrogazione, prima firmataria Raffaella Zucchetti, sul caso dell’ex docente del CSIA accusato di comportamenti sessisti e abuso d'autorità.

Dopo il caso di Giubiasco, un'altra vicenda delicata scuote il DECS. A indignare i deputati del partito di via Monte Boglia è la scarsa attenzione che, a loro avviso, le autorità cantonali avrebbero riservato alle segnalazioni. Gli episodi contestati risalirebbero infatti al periodo tra il 2020 e il 2025.

Una vicenda che potrebbe avere radici ancora più lontane
Un arco di diversi anni in cui gli allievi e alcuni docenti avrebbero segnalato, a più riprese, gli atteggiamenti inappropriati dell'insegnante al Dipartimento dell'educazione, della cultura e dello sport. Quest'ultimo non ha per il momento fornito chiarimenti sulle ragioni della fine del rapporto di lavoro, avvenuta nel 2025.    

Ma la vicenda potrebbe avere radici ancora più lontane. Secondo quanto emerso su laRegione, già tra il 2000 e il 2008 alcuni colleghi dell'ex docente avrebbero raccolto testimonianze di studentesse che si sentivano a disagio per il linguaggio e gli atteggiamenti dell'uomo.

«Il caso dell’ex docente del CSIA riapre interrogativi inquietanti», si legge nell'atto parlamentare. «Seconso le testimonianze pubblicate, il disagio di alcune allieve sarebbe emerso già nei primi anni 2000 e vi sarebbero state segnalazioni ripetute. I fatti e la loro gestione devono essere chiariti, nel rispetto delle persone coinvolte».

Per i deputati leghisti è quindi necessario chiarire non soltanto i fatti contestati, ma anche come siano stati gestiti dalle autorità scolastiche.

Il riferimento agli altri casi
La Lega allarga poi lo sguardo ad altre vicende che hanno coinvolto le istituzioni ticinesi. Nell'interrogazione vengono citati il procedimento penale in corso a Giubiasco e il caso dell'ex direttore delle scuole medie di Lugano Centro, condannato per reati sessuali.

I firmatari richiamano anche la vicenda dell'ex funzionario del Dipartimento della sanità e della socialità (DSS), condannato per violenza carnale. Casi che, secondo i deputati, sollevano dubbi sulla capacità delle istituzioni di individuare e affrontare tempestivamente le situazioni problematiche.

«Una cultura indulgente verso i compagni che sbagliano?»
L'interrogazione affronta anche un tema più strettamente politico. I deputati si chiedono se una cultura di indulgenza verso i cosiddetti «compagni che sbagliano» possa aver contribuito a minimizzare comportamenti inaccettabili.

Una questione che i firmatari pongono esplicitamente come interrogativo, precisando che non si tratta di un'accusa generalizzata al corpo docente né di un collegamento già dimostrato con i singoli casi citati.

Le richieste al Governo
La Lega vuole innanzitutto sapere quali segnalazioni riguardanti l'ex docente del CSIA siano arrivate alle autorità scolastiche e al Dipartimento dell'educazione, della cultura e dello sport (DECS), quando siano state ricevute e come siano state trattate.

Vuole inoltre sapere se il Consiglio di Stato intenda affidare a un organismo indipendente una verifica sulla gestione del caso, prendendo in esame anche eventuali segnali precedenti al 2020.

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