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Fatto di sangue a Gravesano: si apre la porta all’Appello

L'accusatore privato ha richiesto le motivazioni scritte del verdetto

(Deposit Photos)
9 settembre 2026
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(fonte: Cdt)
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LUGANO - La vicenda giudiziaria legata al fatto di sangue di Gravesano potrebbe non essere ancora conclusa. Una delle parti coinvolte ha infatti chiesto di ricevere le motivazioni della sentenza pronunciata lo scorso 27 agosto dalle Assise criminali, lasciando così aperta la porta a un eventuale ricorso in Appello. Lo si apprende dal Cdt.

La decisione riguardava il 53enne italiano che, quella sera del 22 settembre 2025, aveva raggiunto l’ex moglie a Gravesano, dove erano poi scoppiate due violente colluttazioni: una con il nuovo compagno della donna e una con il cognato. Proprio quest’ultimo aveva colpito il 53enne con alcune coltellate.

Al termine del processo, la Corte presieduta dal giudice Amos Pagnamenta aveva però assolto l’imputato dall’accusa di tentato omicidio. I giudici non avevano ritenuto provato che si fosse recato sul posto con l’intenzione di uccidere. Il 53enne è stato comunque condannato a 22 mesi di carcere per lesioni semplici (nei confronti dell'ex moglie), coazione, minaccia, ingiuria, per quest’ultimo reato solo parzialmente (sempre nei confronti dell'ex moglie e del suo compagno).

La Procura non ha annunciato l’intenzione di impugnare la sentenza. Diversa la posizione della parte privata: l’avvocata Demetra Giovanettina, che rappresenta il cognato, ha chiesto le motivazioni scritte del verdetto, passaggio necessario per poter poi decidere se rivolgersi alla Corte di appello e revisione penale (CARP).

Resta infine aperto anche il procedimento nei confronti del cognato, attualmente a piede libero e indagato per tentato omicidio e tentate lesioni gravi.

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