Interrogazione PLR-PVL al Municipio di Lugano per promuovere incentivi al recupero dell'acqua piovana e soluzioni sostenibili contro la siccità.

LUGANO - Incentivare a Lugano la raccolta e il riutilizzo dell’acqua piovana, coinvolgendo cittadini, proprietari immobiliari e imprese per ridurre il consumo di acqua potabile. È il tema di un’interrogazione presentata al Municipio da Petra Schnellmann, Lara Olgiati, Sébastien Reuille, Carola Barchi e Rubens Bertogliati, del gruppo PLR-PVL.
L’atto parlamentare prende spunto dall’estate 2026, che secondo i firmatari ha nuovamente evidenziato la crescente frequenza dei periodi di siccità e scarsità di precipitazioni anche nella regione. Da qui la richiesta di valutare, accanto alle misure adottate nei momenti di maggiore criticità, strumenti preventivi capaci di ridurre la pressione sulle risorse idriche.
Tra le possibili soluzioni vengono indicati i sistemi di raccolta, accumulo e riutilizzo dell’acqua piovana: dai semplici serbatoi collegati ai pluviali per l’irrigazione fino agli impianti dotati di cisterne e sistemi di distribuzione. L’acqua recuperata potrebbe essere impiegata per il risciacquo dei WC, la pulizia delle superfici e, dove tecnicamente possibile, per altri usi domestici, artigianali o industriali che non richiedono necessariamente acqua potabile.
I firmatari sottolineano inoltre come a periodi prolungati senza pioggia possano alternarsi precipitazioni intense e concentrate, durante le quali importanti quantità d’acqua defluiscono rapidamente senza essere recuperate. Il riutilizzo consentirebbe quindi, secondo l’interrogazione, sia di limitare il consumo di acqua potabile sia di valorizzare maggiormente quella disponibile durante le precipitazioni. Sul tema, ricordano gli interroganti, è stata presentata anche a livello federale una mozione che chiede di valutare forme di sostegno finanziario per privati e Comuni che investono in questi sistemi.
Alcuni Comuni ticinesi hanno già introdotto incentivi con modalità e importi differenti. Nell’interrogazione vengono citati Mendrisio, Collina d’Oro, Stabio, Comano, Castel San Pietro, Coldrerio e Val Mara. Lugano, dal canto suo, applica già principi di recupero e gestione sostenibile delle acque meteoriche in alcune infrastrutture comunali e in progetti legati alla cosiddetta "città spugna".
Pur precisando che il recupero dell’acqua piovana non può rappresentare da solo una risposta al problema dell’approvvigionamento idrico, gli interroganti lo considerano uno strumento complementare di prevenzione. Un eventuale incentivo comunale, osservano, dovrebbe inoltre tenere conto dell’attuale situazione finanziaria della Città ed essere quindi mirato, proporzionato e semplice sul piano amministrativo.
Al Municipio vengono poste nove domande. Il gruppo PLR-PVL chiede innanzitutto quale sia la procedura amministrativa necessaria per realizzare questi impianti e se esistano già incentivi o altre forme di sostegno comunale, domandando, in caso affermativo, quanti contributi siano stati concessi negli ultimi cinque anni e per quale importo complessivo.
L’interrogazione domanda poi come l’Esecutivo valuti l’introduzione di uno specifico incentivo finanziario per persone fisiche e giuridiche, applicabile a edifici nuovi o esistenti, e se sia già stato effettuato o sia previsto un confronto con i modelli adottati dagli altri Comuni ticinesi. Tra le ipotesi indicate figura un contributo percentuale all’investimento, con un tetto massimo differenziato tra edifici residenziali e immobili commerciali, artigianali o industriali.
Viene inoltre chiesto se esistano fondi, crediti già stanziati o programmi ambientali cantonali, federali o comunali che possano finanziare o cofinanziare la misura senza incidere in maniera significativa sulla gestione corrente della Città. Gli interroganti vogliono anche sapere quanti edifici o infrastrutture comunali dispongano già di sistemi per recuperare e riutilizzare l’acqua piovana, per quali scopi venga impiegata e quanta acqua potabile venga indicativamente risparmiata ogni anno.
Infine, il Municipio è invitato a chiarire se intenda promuovere maggiormente, nelle nuove costruzioni, nei risanamenti e nelle sistemazioni esterne, soluzioni di ritenzione, infiltrazione, accumulo e riutilizzo delle acque meteoriche, insieme a tetti verdi, superfici permeabili e altri principi della "città spugna". Alla luce dell’esperienza dell’estate 2026, i firmatari chiedono quale strategia preventiva Lugano intenda adottare nel medio e lungo periodo per ridurre l’utilizzo di acqua potabile quando possono essere impiegate acque meteoriche o altre fonti alternative, e se anche i bacini di stoccaggio dell’acqua in valle possano rappresentare una soluzione complementare agli interventi sui singoli edifici.