Nessun indizio di coinvolgimento sulla morte della donna trovata nel Ceresio.

MELIDE - Restano in corso gli accertamenti sulla morte della 52enne trovata senza vita martedì nelle acque del Ceresio, a Melide. Al momento, l’annegamento rimane la principale ipotesi investigativa e non sarebbero emersi elementi che facciano pensare al coinvolgimento di altre persone.
Lo riporta la RSI. L’autopsia è stata effettuata all’Istituto di medicina legale di Bellinzona. Per un quadro definitivo occorrerà però attendere ancora alcuni giorni, in particolare per completare gli esami tossicologici.
La donna, già al centro di una vicenda legata alle telefonate con il consigliere di Stato Claudio Zali, aveva inoltre denunciato un’aggressione poco prima del decesso. Era seguita dal Servizio di aiuto alle vittime di reati e assistita da un’avvocata, ma non era sottoposta a particolari misure di protezione da parte della polizia.