Lo scambio di mail, con in copia anche Raffaele De Rosa, pubblicato dalla RSI aggrava la posizione del consigliere di Stato leghista. Sanvido: «Disagio profondo».

LUGANO - Ora che è stato scoperchiato il vaso di Pandora, i problemi per il consigliere di Stato Claudio Zali sembrano moltiplicarsi. Alla notizia, riportata oggi da LaRegione, dell'apertura di un procedimento penale per sospetto abuso di autorità nell'ambito del caso del 14enne, figlio di una sua conoscente, finito dietro le sbarre della Farera, si aggiunge infatti un nuovo episodio emerso in queste ore.
Secondo quanto ricostruito dalla RSI, anche in questa circostanza il ministro leghista si sarebbe esposto personalmente per favorire una persona a lui vicina.
La stessa persona degli audio compromettenti
Di cosa si tratta? La vicenda risale all’estate del 2020, nella fase successiva alla prima ondata della pandemia di Covid-19. Zali sarebbe intervenuto presso l’Ente ospedaliero cantonale (EOC) per sollecitare l’assunzione di una sua conoscente. La RSI riferisce inoltre di aver confermato che si tratta della stessa donna presente negli audio diffusi online negli ultimi giorni, nei quali Zali le suggeriva di aggredire un’altra donna, sostenendo di averla colpita anche lui in passato.
Il 6 luglio 2020, Zali inviò una mail dal proprio indirizzo istituzionale all’allora presidente del Consiglio di amministrazione dell’EOC, Paolo Sanvido, esponente della Lega come lui. In copia figurava anche Raffaele De Rosa, direttore del Dipartimento della sanità e della socialità e membro del CdA dell’EOC.
Le pressioni sull'EOC
L’oggetto della comunicazione era l’assunzione di una diplomata OSS (operatrice sociosanitaria), cittadina svizzera che aveva da poco concluso un percorso di riqualifica professionale.
Nella mail, Zali ricordava di aver già trasmesso il curriculum della candidata l’8 giugno e sottolineava che, grazie all’interessamento di Sanvido, la donna aveva ottenuto un colloquio con le Risorse umane dell’EOC, conclusosi - sempre secondo il consigliere di Stato - con una valutazione positiva. La successiva comunicazione dell’ente, che segnalava l’assenza di posti disponibili, suscitò però una reazione molto dura.
Una situazione «non accettabile»
Come riportato dalla RSI, Zali definì la situazione «non accettabile», spiegando di aver ricevuto una telefonata «in lacrime» dalla candidata dopo aver appreso di non essere stata assunta.
Nella stessa mail, il consigliere di Stato affermava che la pandemia aveva evidenziato la necessità di privilegiare il personale residente e invitava l’EOC a risolvere rapidamente la situazione, proponendo un impiego per la candidata con decorrenza dal 1° agosto 2020.
«Licenziate uno dei frontalieri»
Tra i passaggi più controversi, quello relativo al personale frontaliero. Secondo la RSI, Zali scriveva che, qualora l’organico fosse stato completo, l’EOC avrebbe potuto «licenziare uno dei frontalieri di cui è farcito come un cannolo alla crema» per liberare un posto.
Sempre secondo la RSI, la candidata fu contattata quattro giorni dopo, il 10 luglio, dalla responsabile del settore cure infermieristiche dell’EOC e sostenne un colloquio il 15 luglio. Ricevette poi due proposte di impiego, ma scelse infine un posto all’80% presso una casa anziani privata.
Le reazioni di De Rosa e Sanvido
Quanto alle reazioni, al momento della pubblicazione della notizia Claudio Zali non aveva risposto alle richieste di commento.
Raffaele De Rosa ha dichiarato invece di non aver avuto alcun ruolo nella vicenda, precisando che la mail non era indirizzata a lui, pur figurando tra i destinatari in copia.
Più articolata la posizione di Paolo Sanvido. L’ex presidente del CdA dell’EOC ha affermato che, rileggendo oggi quella comunicazione a distanza di quasi sei anni, il tono e il contenuto gli provocano «un profondo disagio». Ha inoltre ribadito il proprio rispetto per le istituzioni, espresso riconoscenza verso il personale infermieristico e ricordato il contributo determinante dei lavoratori frontalieri durante l’emergenza sanitaria.
Sanvido ha aggiunto di non poter entrare nel merito del singolo caso, sottolineando però che le decisioni sulle assunzioni spettano ai servizi competenti e si basano su criteri professionali. Ha infine ricordato che il Consiglio di amministrazione esercita un ruolo di vigilanza sulle procedure, senza sostituirsi agli organi incaricati delle selezioni.
La RSI ricorda infine che la donna coinvolta è la stessa che nel 2021 denunciò Claudio Zali per minacce e lesioni semplici. Il procuratore generale Andrea Pagani decretò successivamente il non luogo a procedere, dopo che la denunciante aveva accettato le scuse del consigliere di Stato e ritirato la querela.