Il deputato ripercorre le tappe della vicenda, poi ritira un'interpellanza che provoca la reazione di Zali che lascia l'aula
BELLINZONA - Seduta di Gran Consiglio movimentata quella di oggi per l'intervento di Fiorenzo Dadò che ha riportato nel dibattito il caso Gobbi. Il deputato del Centro - che sulla vicenda aveva presentato un'interpellanza due anni fa - è tornato alla carica criticando «una sentenza che non ha convinto nessuno» e che «per quanto verrà iscritta negli annali delle bizzarrie giuridiche di questo cantone, è da considerarsi un caso chiuso» ha detto polemicamente.
Per Dadò però «a non essere chiuso e archiviato è il grave danno fatto all'immagine delle istituzioni» ha continuato il deputato. «Danno che poteva essere evitato» - ha aggiunto - se a suo dire «ci fosse stata quella trasparenza che purtroppo viene spesso a mancare quando andrebbe ancor più ossequiata».
La "tirata di orecchie" di Dadò è andata avanti fino al "colpo di teatro" che è consistito nel ritirare - quando assente Gobbi, a rispondere ci avrebbe pensato Claudio Zali - l'interpellanza. A quel punto viene fatto notare che, giuridicamente, non essendoci più l'interpellanza vengono meno anche le risposte.
A quel punto uno Zali visibilmente irritato chiede di prendere la parola per "fatto personale" e attacca dicendo che «questo non è stato semplicemente il ritiro di un'interpellanza ma una dura requisitoria nei confronti di un consigliere di Stato oggi non presente». «È stato gentile a tenermi fuori dalla questione - si è rivolto a Dadò - ma visto che queste risposte sono attese dal Paese, sono domande a cui non si era risposto non perché particolarmente imbarazzanti ma perché c'era una procedura in corso» ha spiegato, ricordando il giudizio di proscioglimento con cui si è chiuso il processo.
Quando dai banchi della presidenza, proprio il presidente del Parlamento Fabio Schnellmann gli dice che «per noi il tema termina qua», Zali abbandona furioso l'aula e fa cadere (non si sa se intenzionalmente) un tavolino con del materiale appartenente a Matteo Pronzini, che gli rinfaccia il gesto e fa notare a Schnellmann la brutta uscita di scena. «Ha visto cosa ha fatto?» chiede il deputato di MPS. Il presidente, sguardo basso e sorpreso, osserva la scena. Poi invita tutti alla calma e torna a dirigere i lavori parlamentari.