L'interrogazione sul progetto che sconvolgerebbe la viabilità del Mendrisiotto.

MENDRISIO - Non sono passati inosservati i punti chiavi, definiti dal Consiglio federale lo scorso 28 gennaio, per l’ampliamento dell’infrastruttura di trasporto fino al 2045.
Tra gli interventi figura anche il progetto di potenziamento del tratto Lugano Sud – Mendrisio (PoLuMe), mentre non è escluso che, a dipendenza dell’avanzamento e degli esiti della consultazione, lo stesso possa essere rinviato all’orizzonte 2055.
Un progetto però che non vede il consenso unanime della regione interessata. Jacopo Scacchi (Verdi) e Gregorio Aostalli (Centro), attraverso un'interrogazione, chiedono al Municipio di Mendrisio spiegazioni in merito.
Già, perché la bocciatura alle urne del «Decreto federale sulla fase di potenziamento 2023 delle strade nazionali» da parte della popolazione del Mendrisiotto, oltre alla petizione "Sopra la vita, sotto la strada", «manifestano - secondo l'interrogazione - chiaramente una diffusa contrarietà popolare rispetto a ulteriori ampliamenti autostradali nella regione».
I due politici propongono però alcune migliorie possibili: «L’interramento della grande maggioranza del tracciato autostradale; l’adozione di misure compensatorie adeguate e concrete e una vigilanza rigorosa affinché il traffico di transito sulle strade cantonali e comunali».
E ancora: «Riteniamo pertanto che debba essere data priorità a quei progetti che godono di un più ampio consenso popolare e che non presentano particolari criticità, come ad esempio il collegamento A2–A13, così da permettere di disporre del tempo necessario per apportare le modifiche essenziali all’insoddisfacente progetto PoLuMe».
Le domande al Municipio: