Aumento dell'IVA, uno studio rivela: «A pagare di più saranno le famiglie con redditi bassi»
SVIZZERA

Aumento dell'IVA, uno studio rivela: «A pagare di più saranno le famiglie con redditi bassi»

L'analisi è stata fatta dall'UBS che ha evidenziato come l’aumento dell’IVA potrebbe ridurre la capacità di risparmio delle famiglie più vulnerabili.

6 novembre 2026
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ZURIGO - L'aumento dell'IVA per finanziare la 13esima rendita AVS peserà su tutte le economie domestiche svizzere, ma saranno quelle con redditi più bassi a subirne maggiormente le conseguenze. È quanto emerge da uno studio realizzato dall'UBS che analizza l'impatto della misura sottoposta al voto popolare il prossimo 29 novembre. A risentirne sarà soprattutto la capacità di risparmio delle famiglie economicamente più fragili.

Nel marzo 2024, gli svizzeri hanno approvato l'introduzione della 13esima rendita AVS, che sarà versata per la prima volta nel dicembre 2026. Per finanziarla parzialmente, la Confederazione propone un aumento dell'imposta sul valore aggiunto. Se il decreto federale otterrà la doppia maggioranza di popolo e Cantoni, dal 1° gennaio 2028 l'aliquota normale passerà dall'8,1% all'8,5% e quella speciale dal 3,8% al 4%. L'aliquota ridotta resterà invariata al 2,6%.

Chi guadagna meno paga proporzionalmente di più
Lo studio dell'UBS si basa sui dati dell'Ufficio federale di statistica, ed evidenzia il carattere regressivo dell'IVA: più aumenta il reddito, meno pesa l'imposta in proporzione alle risorse disponibili. Con le aliquote attuali, una persona sola sotto i 65 anni con un reddito lordo annuo di 50'000 franchi spende circa 1'404 franchi all'anno per l'IVA, pari al 3,9% del reddito disponibile. Per chi guadagna 150'000 franchi, la spesa sale a 2'746 franchi, ma l'incidenza scende al 2,8%.

L'aumento proposto accentuerebbe le difficoltà delle economie domestiche meno abbienti. Per una persona sola sotto i 65 anni, la spesa supplementare assorbirebbe circa il 3,4% della capacità di risparmio nel secondo quintile di reddito più basso, contro appena lo 0,4% nella fascia più elevata. Secondo le stime, l'incremento dell'IVA avrebbe inoltre un impatto medio sui bilanci familiari equivalente a un aumento dell'1,7% dei premi dell'assicurazione malattia obbligatoria. Si tratta di un termine di paragone, non di un rincaro effettivo dei premi.

La capacità di riasparmio rischia di ridursi

L'effetto più significativo potrebbe manifestarsi sulla capacità delle famiglie di mettere da parte denaro. Per le economie domestiche composte da una persona di età inferiore ai 65 anni e appartenenti alla fascia di reddito più elevata, la spesa supplementare per l'IVA rappresenterebbe circa lo 0,4% della capacità di risparmio. Per la stessa tipologia di economia domestica, ma appartenente al secondo quintile di reddito più basso, la percentuale salirebbe invece al 3,4%. La differenza è rilevante perché le economie domestiche meno abbienti spesso non riescono già oggi a risparmiare, oppure incontrano notevoli difficoltà nel farlo.

Secondo il rapporto, l'aumento dell'IVA rischierebbe quindi di ridurre ulteriormente i margini finanziari di queste famiglie, costringendole a scegliere tra una minore capacità di risparmio e una riduzione dei consumi. Le economie domestiche con maggiori disponibilità economiche, invece, potrebbero continuare ad accantonare denaro, seppure eventualmente in misura inferiore.

La 13esima AVS non risolverà tutti i problemi

Secondo il rapporto UBS ci sarebbe un possibile paradosso: la 13esima rendita offrirà un sostegno ad alcuni pensionati con risorse limitate, ma proprio questi ultimi sopporteranno un maggiore onere IVA in rapporto alla loro situazione finanziaria. Tra le alternative discusse in Parlamento figura l'aumento dei contributi salariali. Secondo BAK Economics, un incremento di un punto percentuale dell'aliquota normale IVA, accompagnato da adeguamenti proporzionali delle altre aliquote, genererebbe risorse equivalenti a un aumento di circa 0,75 punti dei contributi sul salario.

In ogni caso, anche un sì alle urne potrebbe non bastare: secondo lo studio, saranno probabilmente necessarie ulteriori misure per finanziare la 13esima rendita e garantire la stabilità dell'AVS, le cui finanze restano sotto pressione anche a causa dell'evoluzione demografica.

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