MSF nel mirino: la Svizzera blocca 1,25 milioni dopo accuse di abusi
SVIZZERA

MSF nel mirino: la Svizzera blocca 1,25 milioni dopo accuse di abusi

La decisione svizzera segue la mancata comunicazione tempestiva dei casi di abuso da parte di MSF.

25 ottobre 2026
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(fonte: Sda)
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BERNA - La Direzione dello sviluppo e della cooperazione (Deza) ha sospeso parte dei finanziamenti destinati a Medici senza frontiere (MSF). Al centro della decisione ci sono le accuse rivolte all'organizzazione umanitaria, che non avrebbe informato adeguatamente le autorità federali su alcuni casi di abusi sessuali verificatisi durante le operazioni in Ciad.

La sospensione riguarda una tranche di 1,25 milioni di franchi, parte di un contributo complessivo di 6,25 milioni promesso a MSF per l'anno in corso. La notizia, riportata dalla «NZZ am Sonntag», è stata confermata all'agenzia Keystone-SDA da una portavoce del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE).

Medici senza frontiere non contesta l'esistenza degli abusi. In seguito ai casi emersi, l'organizzazione ha licenziato e allontanato definitivamente 18 collaboratori, come già comunicato durante l'estate. Un portavoce di MSF ha assicurato che i contatti con la Deza sono stati mantenuti, ammettendo tuttavia che l'effettiva portata degli episodi accertati e dei conseguenti licenziamenti «non è stata resa nota in modo proattivo e tempestivo».

L'organizzazione ribadisce comunque di sostenere «senza riserve» i principi di trasparenza e responsabilità nei confronti della Deza. Da parte sua, l'ente federale ha deciso di mantenere bloccati i fondi fino al completamento delle verifiche sulle informazioni ricevute, ha precisato la portavoce del DFAE.

Abusi sui rifugiati sudanesi
Gli episodi risalgono al 2023 e coinvolgono collaboratori di MSF, fornitori, personale esterno e lavoratori temporanei. Le vittime erano donne e minorenni fuggiti dalla guerra civile in Sudan e rifugiatisi nel vicino Ciad. Nel corso del 2024, l'organizzazione umanitaria ha dovuto affrontare complessivamente 59 accuse di abuso.

MSF ha riconosciuto carenze nelle proprie procedure di assunzione. Da allora, secondo quanto dichiarato da un portavoce, sono stati rafforzati i controlli nella selezione del personale, così come le procedure di inserimento e formazione continua. L'organizzazione ha inoltre introdotto misure per incoraggiare le vittime a denunciare eventuali abusi.

Secondo quanto riferito dalla «NZZ am Sonntag», sulla base di alcune e-mail interne all'amministrazione federale, la Deza avrebbe sottovalutato per lungo tempo la gravità e la portata degli abusi, intervenendo soltanto in ritardo. Il DFAE non ha tuttavia confermato queste ricostruzioni.

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