ROMANIA / SVIZZERA

Donna morta in una valigia, il sospettato è stato estradato dalla Svizzera

Il 30enne si è consegnato a fine settembre a San Gallo. Il caso sta occupando le prime pagine dei giornali rumeni

Donna morta in una valigia, il sospettato è stato estradato dalla Svizzera
(FACEBOOK)
8 ottobre 2026
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(fonte: Media rumeni)
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BUCAREST - È stato interrogato in queste ore in Romania il 30enne che, a fine settembre, si è consegnato alla polizia di San Gallo e che è sospettato di essere il presunto autore dell'omicidio di una donna di 28 anni, trovata morta in una valigia sul fiume Olt.

Sono gli agenti della polizia di Vâlcea a condurre l'interrogatorio. Il 30enne ha trascorso la notte in stato di fermo presso l’Ispettorato di polizia della contea locale, sua prima tappa dopo aver lasciato la Svizzera ed essere rientrato in Romania.

Immediatamente dopo il delitto l'uomo era fuggito in Svizzera. Era stato inserito nella lista internazionale dei ricercati per omicidio: la sua fuga si è conclusa alla fine di settembre, quando ha deciso di costituirsi e si è presentato spontaneamente alla polizia sangallese.

Gli investigatori stanno cercando di ricostruire attraverso le sue dichiarazioni le ultime ore della vittima. I media locali affermano che, se il sospettato dovesse confessare il delitto, la polizia prevede di effettuare insieme a lui una ricostruzione del percorso: dalla casa di Tomșani, dove la giovane sarebbe stata uccisa, fino alle rive del fiume Olt, luogo in cui il corpo è stato abbandonato. Il 30enne avrebbe detto di aver trovato la 28enne priva di vita in casa e, preso dal panico, avrebbe rinchiuso il suo corpo nella valigia per poi gettarla in acqua.

Secondo quanto riferito da un amico dell'uomo, il 30enne gli avrebbe raccontato come sarebbero andate le cose. Nella notte tra il 21 e il 22 settembre sarebbe scoppiata una lite nel corso di un barbecue, che avrebbe coinvolto la vittima e lo zio dell'accusato. L'accusato, secondo questa ricostruzione, sarebbe intervenuto colpendo la donna prima con due schiaffi e poi con un manico di scopa. Durante una conversazione telefonica, avvenuta dopo la fuga in Svizzera, il 30enne si sarebbe detto dispiaciuto di essere scappato. «Guarda, se ammetti quello che hai fatto, puoi ottenere una pena minore» gli avrebbe risposto l'amico.

È sempre lui a raccontare che l'imputato avrebbe gettato in acqua il telefono della vittima e abbandonato la cagnolina della 28enne. L'animale, lamenta la madre della donna, non è stato ancora ritrovato.

Il caso è emerso dopo il ritrovamento, alla fine di settembre, di una valigia che galleggiava all’altezza della diga di Ionești. È stato un pescatore a notarla e ad allertare immediatamente le autorità. All’interno è stato scoperto il corpo senza vita della 28enne. Secondo i medici legali, la ragazza sarebbe morta in modo violento almeno un giorno prima di essere gettata nel fiume. Aveva lesioni al capo e cinque costole rotte.

Il caso sta alimentando un forte dibattito pubblico in Romania, con scambi di accuse e presunti precedenti episodi di violenza a carico del 30enne.

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