La richiesta è agli atti dell'indagine. La proprietaria del Le Constellation viene definita un'indagata «modello»
CRANS-MONTANA - Jessica Moretti, proprietaria del discobar Le Constellation di Crans-Montana dove, la notte di Capodanno, persero la vita 41 giovani e altri 115 rimasero feriti, potrebbe ricevere un'indennità giornaliera per la «perdita di guadagno causata dai danni alla salute» a seguito del rogo.
Richiesta e via libera
La richiesta, secondo quanto si legge sui media italiani, è ora al vaglio di Zurich. L'assicuratore, secondo quanto emerge dagli atti dell'indagine, ha chiesto alla Procura vallesana il nulla osta per il possibile versamento. Sion avrebbe dato il suo via libera.
È solo l'ultima novità in una vicenda, quella della strage del 1° gennaio, tutt'altro che conclusa. Jacques Moretti è in carcere dall'11 agosto per presunti maltrattamenti ai danni della moglie e dovrà essere sottoposto a una perizia psichiatrica. La donna, invece, non può lasciare la sua abitazione di Lens (VS) ed è sottoposta all'obbligo di firma.
I timori in vista dell'anniversario
Definita dagli inquirenti un'indagata «modello» nel rispettare le prescrizioni, Jessica Moretti si è sempre dimostrata collaborativa con le autorità, nonostante sia provata dagli insulti ricevuti sui social e sia protettiva verso i figli. È inoltre preoccupata per il rischio di possibili vendette da parte dei famigliari delle vittime. Un rapporto redatto nelle scorse settimane dalla polizia cantonale vallesana, incaricata di controllare il rispetto delle restrizioni imposte, sottolinea che Jessica Moretti ha espresso «timori» per la sua sicurezza in vista delle festività di fine anno e dell'anniversario della tragedia. «Ritiene che i media saranno di nuovo attivi su questa vicenda» e teme «eventuali atti isolati da parte di parenti delle vittime».
Come si verifica il rispetto dei provvedimenti
Per controllare che non lasci l'abitazione «viene contattata tramite videochiamata su WhatsApp dal responsabile di turno della BTA di Sierre, ogni due giorni, a orari casuali, a seconda della nostra disponibilità», si legge in un documento visionato dall'agenzia stampa italiana Agi. «Ha sempre risposto alle nostre chiamate e ha sistematicamente potuto confermare la sua presenza mostrandoci la sua abitazione o un altro luogo noto nella regione. In diverse occasioni, per confermare la sua presenza, ci ha anche trasmesso la sua posizione in tempo reale tramite l'applicazione WhatsApp. Continua inoltre a comunicarci le informazioni relative ai suoi spostamenti quando deve recarsi dai suoi avvocati a Ginevra. Ci informa sistematicamente in anticipo dei suoi appuntamenti affinché ne siamo informati e possiamo, se necessario, trasmettere tali informazioni alla centrale operativa, al fine di evitare l'attivazione di pattuglie destinate a effettuare controlli».