Dopo il racconto di Paula e Iwona, narcotizzate e violentate da Patrick Frei, sono molte le persone che hanno offerto loro un aiuto finanziario. Le due, infatti, erano economicamente dipendenti da Frei e ora sono costrette a vivere con 1'000 franchi al mese.
AARAU - È un vero e proprio incubo quello che hanno vissuto mamma e figlia, nella loro stessa casa, tra il 2022 e il 2023. L'ex granconsigliere UDC Patrick Frei avrebbe ripetutamente narcotizzato e stuprato Paula, la sua figliastra, quando aveva tra i 14 e i 15 anni. E anche la madre Iwona, allora compagna di Frei, avrebbe subito simili violenze.
Ma nonostante l'uomo si trovi dietro le sbarre ormai da tre anni, per le due malcapitate il calvario non è finito. Entrambe, infatti, dipendevano economicamente da Frei e dopo il suo arresto sono rimaste senza entrate.
Iwona si era quindi trovata costretta a chiedere l'assistenza sociale, ma Comune e Cantone, avendo rivelato che il contratto di lavoro stretto tra Frei e l'ex compagna era in realtà fittizio, ha riconosciuto loro solo un fabbisogno base. Risultato? Attualmente le due vivono con circa 1'000 franchi al mese. E il Canton Argovia ha ordinato l'espulsione dalla Svizzera.
Dopo la pubblicazione della loro storia sono però molti i lettori che si sono indignati e si sono fatti avanti per dare loro una mano, quantomeno sul piano finanziario. Ma, come riporta il Tages Anzeiger, c'è un grosso problema. Eventuali donazioni potrebbero essere detratte dall'assistenza sociale.
«Se persone che percepiscono assistenza sociale ricevono denaro da terzi, devono dichiararlo al servizio sociale», spiega al quotidiano zurighese Elena Schneider, giurista specializzata in diritto sociale. «Tale importo viene di norma computato nel budget. Ciò significa che le persone ricevono meno denaro dal servizio sociale. Di fatto, alla fine del mese dispongono comunque della stessa somma».
«In linea di principio tutti i mezzi disponibili devono essere computati nell’assistenza sociale», conferma il Comune di Untersiggenthal. Le donazioni sono però ammesse «se si mantengono entro limiti relativamente modesti, sono vincolate a uno scopo e integrano le prestazioni dell’assistenza». Il Comune cita, in questo senso, buoni per ristoranti o attività, accettati in misura contenuta. «Inoltre esiste la possibilità di assumersi dei debiti».
La Conferenza svizzera dell’assistenza sociale indica come esempi ammissibili, tra gli altri, 100 franchi per un buono ristorante, lezioni di equitazione o l’assunzione di debiti fino a 400 franchi presso un operatore di telefonia mobile.
In definitiva, spiega il Tages Anzeiger, spetta al Comune decidere cosa approvare e cosa no.
Sul piano lavorativo, quantomeno, ci sono nuove prospettive per la giovane Paula. Una lettrice le ha infatti offerto la possibilità di svolgere uno stage come estetista, lavoro che vorrebbe intraprendere.