Raiffeisen consiglia un approccio più prudente e diversificato per affrontare le incertezze dei mercati nel secondo semestre 2026.

ZURIGO - Dopo un avvio d'anno brillante, i mercati finanziari si trovano ad affrontare un secondo semestre denso di incognite. L'aumento dell'inflazione, combinato con un indebolimento della dinamica congiunturale, mette le banche centrali di fronte a un dilemma che gli esperti di Raiffeisen definiscono senza mezzi termini «l'ora della verità». La ricetta per gli investitori? Abbandonare la gestione passiva, privilegiare titoli difensivi e mantenere un'ampia diversificazione.
Il conflitto iraniano, esploso in marzo, aveva determinato una correzione temporanea delle borse, prontamente riassorbita grazie alle speranze di una soluzione pacifica in Medio Oriente e alla persistente euforia legata all'intelligenza artificiale (IA). Ma il quadro macroeconomico è destinato a complicarsi.
«Malgrado l'indebolimento congiunturale, non c'è attualmente alcun margine di manovra per una politica monetaria più espansiva», afferma Matthias Geissbühler, capo investimenti di Raiffeisen, citato in un comunicato. «I tagli dei tassi attesi dal mercato all'inizio dell'anno sono quindi fuori discussione». Negli Stati Uniti e nell'Eurozona l'inflazione viaggia ben al di sopra degli obiettivi, mentre la situazione energetica grava sulle prospettive di crescita: per la Svizzera gli economisti della banca cooperativa prevedono una progressione del prodotto interno lordo (Pil) dello 0,8% quest'anno e anche Eurozona nonché Stati Uniti si espanderanno al di sotto del loro potenziale.
«La crescente concentrazione è un rischio»
A preoccupare gli esperti è soprattutto la crescente concentrazione degli indici azionari. Gli Stati Uniti rappresentano ormai quasi i tre quarti dell'MSCI World e la quota dei titoli tecnologici sfiora il 35%, destinata a salire ulteriormente con l'ingresso in borsa di colossi come SpaceX, Anthropic e OpenAI. «Chi investe in correlazione agli indici si espone a grandi rischi, spesso inconsapevolmente, poiché l'attuale elevata concentrazione limita sensibilmente la diversificazione», sottolinea Geissbühler. «Si tratta di una chiara argomentazione a favore di una gestione patrimoniale attiva che comprenda anche una gestione dei rischi attiva e coerente».
«Le azioni svizzere con dividendo si fanno interessanti»
In un contesto di tassi reali negativi, le fonti di rendimento alternative diventano più attraenti: lo Swiss Performance Index (SPI) - l'indice complessivo della borsa elvetica - offre un rendimento da distribuzione di circa il 3% e Raiffeisen guarda con interesse ai titoli svizzeri difensivi ad alto dividendo dei settori della sanità, dei generi alimentari e delle assicurazioni. Più prudente l'approccio sui mercati internazionali, dove sono stati già effettuati realizzi di guadagno sulle azioni di paesi emergenti.
«Immobili e oro garantiscono equilibrio»
Per bilanciare il portafoglio gli analisti raccomandano una quota del 6,5% in fondi immobiliari svizzeri, che saranno sostenuti dalla domanda di spazi abitativi e dalla bassa attività edilizia, e del 7,5% in oro. «Il forte aumento dei prezzi energetici e dei tassi sul mercato dei capitali, dovuto al conflitto iraniano, nonché il temporaneo rafforzamento del dollaro statunitense hanno impresso una brusca battuta d'arresto alla corsa del metallo prezioso giallo», ammette Geissbühler. «La domanda delle banche centrali rimane però elevata e si prevede sosterrà il prezzo dell'oro».
La raccomandazione finale è chiara: in un contesto di elevate oscillazioni dei corsi, realizzare una parte degli utili sui titoli tecnologici e orientarsi verso segmenti più difensivi. «L'elevata concentrazione negli indici, le valutazioni ambiziose e l'attuale ondata di ingressi in borsa segnalano che il ciclo di mercato alimentato dall'IA è già molto avanzato», argomenta lo specialista, ricordando che non c'è alternativa all'investimento, ma la prudenza e la diversificazione restano le bussole da seguire.