WEF 2026

Macron avverte: «Siamo in una situazione folle»

Sotto i riflettori di Davos, il presidente francese sfida Donald Trump e gli USA.

20 gennaio 2026
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DAVOS - L'atmosfera a Davos si scalda, nonostante le temperature, con il discorso del presidente francese Emmanuel Macron che ha iniziato il suo intervento al WEF parlando di una «deriva verso l'autocrazia e una maggiore violenza», di un mondo dove «i conflitti sono diventati la norma».

Il presidente francese ha parlato di «un periodo di instabilità e squilibri dal punto di vista della sicurezza e dell'economia», «un mondo senza legge in cui il diritto internazionale viene violato» e «ambizioni coloniali che riemergono», insomma, parole nemmeno tanto allusive che si riferiscono alle pretese di Donald Trump di annettere la Groenlandia agli Stati Uniti.

Con occhiali da sole per un problema alla vista e un fare da divo hollywoodiano, Macron ha criticato gli Stati Uniti, definendo «inaccettabili i nuovi dazi doganali soprattutto quando vengono usati come mezzo di pressione».

Ha definito la situazione «folle», sottolineando che l'Unione Europea potrebbe dover ricorrere all'arma anticoercitiva contro gli Stati Uniti: «Disponiamo di armi molto potenti che devono essere utilizzate quando le regole globali non vengono rispettate».

«Stiamo scivolando verso un mondo senza legge, dove solo la legge del più forte sembra contare», ha sottolineato Macron che ha messo in guardia contro la normalizzazione dei conflitti, che ora sono ibridi e si estendono a molteplici ambiti.

Parlando quindi proprio dei dazi, definiti «inaccettabili» dagli Usa che «chiedono massime concessioni» e che risultano ancora più indigesti quando «vengono utilizzati come mezzo di pressione».

Macron ha poi sottolineato la necessità di sviluppare l'Unione europea dei mercati dei capitali per consentire agli europei di investire una quota maggiore dei propri risparmi nell'innovazione in Europa. «Abbiamo risparmi in Europa, più che negli Stati Uniti, ma troppi di questi vengono investiti al di fuori dell'Unione», ha sottolineato, chiedendo anche di «semplificare» le regole e rafforzare il mercato unico per sostenere l'innovazione e la crescita.

Ha quindi chiesto maggiore realismo e ha annunciato la sua intenzione, insieme alla Commissione UE, di gettare le basi per una «preferenza europea» per proteggere l'industria del vecchio continente.