Batosta per Trump: Camera e Senato ai democratici (e spunta Mr. Veto)
STATI UNITI

Batosta per Trump: Camera e Senato ai democratici (e spunta Mr. Veto)

I dem strappano ai repubblicani il controllo del Congresso. Decisivo il malcontento per il caro vita. E ora il presidente rischia la paralisi politica.

4 novembre 2026
|
Aggiungi laRegione alle tue fonti di Google

WASHINGTON D.C. - Pesante sconfitta per i repubblicani del presidente Donald Trump alle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti. Secondo le proiezioni, il Partito Democratico ha conquistato la maggioranza sia alla Camera dei rappresentanti sia al Senato, un risultato che fino a pochi mesi fa appariva improbabile.

L’onda blu contro il muro rosso. Donald Trump, mai avaro quando si tratta di distribuire slogan, lo ha definito alla vigilia il voto «più importante della nostra storia».

Meno margine di manovra per Trump
Da gennaio, i democratici potranno condizionare pesantemente l'agenda legislativa della Casa Bianca, soprattutto sul fronte del bilancio federale. Avranno inoltre la possibilità di avviare indagini sull'amministrazione Trump, dalle attività commerciali della famiglia presidenziale alle operazioni contro i migranti, fino ai controversi progetti edilizi a Washington. Il leader democratico Hakeem Jeffries è sulla buona strada per diventare il primo presidente nero della Camera dei rappresentanti.

I democratici potrebbero anche avviare una procedura di impeachment, ma un'eventuale destituzione richiederebbe una maggioranza di due terzi al Senato, difficilmente raggiungibile. Trump, dal canto suo, ha annunciato che accetterà il risultato elettorale. «Collaboreremo con i democratici e non vediamo l'ora. Probabilmente troveremo una soluzione», ha dichiarato al New York Times. Il presidente conserva comunque il potere di veto sulle leggi approvate dal Congresso, un'arma che ha evocato pubblicando su Truth Social la fotografia di un cappellino rosso con la scritta «Veto».

Corsa sorprendentemente netta per il Senato
La conquista del Senato rappresenta il risultato più sorprendente della tornata elettorale. Partendo da una situazione in cui i repubblicani disponevano di 53 seggi, i democratici dovevano ottenere un guadagno netto di quattro mandati per assicurarsi il controllo della Camera alta. Mentre lo scrutinio era ancora in corso in alcune circoscrizioni, avevano già conquistato cinque seggi precedentemente repubblicani.

In North Carolina ha vinto l'ex governatore Roy Cooper, mentre in South Carolina Annie Andrews ha sconfitto Darline Graham Nordone, sostenuta da Trump. Risultato storico anche in Texas, dove James Talarico è diventato il primo democratico in quasi 40 anni a rappresentare lo Stato al Senato, battendo Ken Paxton, appoggiato dal presidente e sostenuto finanziariamente da Elon Musk con oltre 150 milioni di dollari. In Kansas, Adam Hamilton ha conquistato il primo seggio democratico dal 1932. In Ohio, Sherrod Brown ha riconquistato il seggio un tempo occupato dall'attuale vicepresidente JD Vance, mentre in Georgia Jon Ossoff ha conservato il proprio mandato. Complessivamente, gli americani erano chiamati a rinnovare tutti i 435 seggi della Camera e 35 dei 100 seggi del Senato.

Regolamento dei conti con Trump
Alla base della sconfitta repubblicana sembra esserci soprattutto l'insoddisfazione per la situazione economica. Secondo un ampio sondaggio condotto tra circa 100.000 elettori e citato dalla CNN, il 62% degli intervistati attribuisce alle politiche di Trump la responsabilità dell'aumento dei prezzi. Il 37% si dichiara insoddisfatto della situazione del Paese e un ulteriore 38% si dice addirittura arrabbiato. Per il 39% degli elettori, l'economia rappresenta la principale preoccupazione. A pesare sono in particolare i rincari del carburante, legati alla guerra contro l'Iran, che in alcune regioni centrali degli Stati Uniti hanno superato il 70%. Si tratta di aree tradizionalmente favorevoli ai repubblicani, dove l'aumento dei prezzi ha alimentato il malcontento nei confronti della Casa Bianca.

Mr. Veto
Un cappellino rosso, nello stile di quelli Maga spesso indossati da Donald Trump, ma con una scritta diversa: «Veto». È l'immagine pubblicata dal presidente americano dopo che i democratici hanno conquistato il controllo della Camera e del Senato nelle elezioni di metà mandato.

Il risultato delle midterm apre la strada a un possibile braccio di ferro tra la Casa Bianca e il Congresso, con Trump che potrebbe ricorrere al potere di veto per bloccare le iniziative legislative dei democratici.

In un colloquio telefonico con Politico, tuttavia, il presidente ha dichiarato di non voler «stare due anni a mettere il veto su tutto», facendo riferimento al periodo che gli resta alla Casa Bianca.

Due giorni fa Trump aveva avvertito che, in caso di sconfitta elettorale, sarebbe diventato «Mr. Veto». Ora, però, sembra lasciare aperta la porta al dialogo con l'opposizione: «Mi hanno già chiamato e vogliono collaborare con me», ha affermato riferendosi ai democratici.

Segui laRegione su: WhatsApp oppure Telegram e ricevi ogni mattina le notizie principali