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Keystone
Il ‘senatore’ zurighese
04.05.2022 - 10:28
Aggiornamento: 15:53
Ats, a cura de laRegione

‘No a Frontex non significa fuori da Schengen’

Daniel Jositsch (Ps) replica a Karin Keller-Sutter: ‘Nessun automatismo. Altrimenti la Svizzera sarebbe stata espulsa dal sistema da tempo’

Un ‘no’, il 15 maggio, al regolamento Ue su Frontex non comporta automaticamente un’espulsione dal sistema Schengen: lo dice il consigliere agli Stati Daniel Jositsch (Ps/Zh), rimproverando alla consigliera federale Karin Keller-Sutter di travisare la realtà.

Non c’è nessun automatismo, anche se Keller-Sutter lo sostiene. Altrimenti, la Svizzera sarebbe stata espulsa dal sistema Schengen da tempo, afferma Jositsch in un’intervista alla Neue Zürcher Zeitung.

In base al testo dell’accordo, la Svizzera avrebbe in un simile caso solo due anni di tempo per adottare nuove decisioni. Il termine è scaduto nel dicembre 2021, e l’Ue non ha espulso la Svizzera. "Nessuno ha interesse a tagliarci fuori da Schengen, né a Berna, né a Bruxelles, né in nessun Paese dell’Ue", sostiene il ‘senatore’ zurighese, che è anche professore di diritto penale.

La retorica della consigliera federale Keller-Sutter "sta cementando l’immagine che siamo al guinzaglio dell’Ue, che saremo puniti se non ci pieghiamo. Penso che sia estremamente pericolosa", aggiunge Jositsch.

Critica del Ps ai respingimenti

Il Ps non è fondamentalmente contrario a Frontex, ma chiede in cambio ulteriori possibilità legali per i migranti di raggiungere la Svizzera, precisa Jositsch. L’attuale politica d’asilo in Europa porta a situazioni umanitarie catastrofiche. A molti migranti viene sistematicamente impedito di chiedere asilo in Europa (attraverso i respingimenti, ‘push-back’), anche se hanno motivi validi per ottenere protezione.

Jositsch parla a questo proposito di un dilemma: da un lato, la Svizzera deve partecipare all’estensione di Frontex, altrimenti sarebbe esclusa dall’accordo di Schengen. D’altra parte, ha detto, è inaccettabile che la Svizzera partecipi all’espansione di questo sistema senza misure umanitarie di accompagnamento.

Secondo Jositsch, se il popolo boccerà il regolamento su Frontex, il tema tornerà comunque in tempi brevi in parlamento. Il consigliere agli Stati zurighese fa riferimento a una mozione da lui stesso presentata nell’ultima sessione, sulla quale le Camere federali saranno chiamate ad esprimersi già in giugno.

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