Il 71enne ex colonnello svizzero, accusato di diffondere teorie del complotto e sostenere azioni russe, rimane soggetto a congelamento dei beni e restrizioni di viaggio.
L'Unione europea ha prorogato fino al 9 ottobre 2027 le sanzioni contro l'ex colonnello di Stato maggiore dell'esercito svizzero Jacques Baud, accusato di diffondere propaganda filorussa. Il 71enne residente a Bruxelles rimane soggetto al congelamento dei beni e a restrizioni di viaggio.
Secondo documenti ufficiali dell'UE riportati oggi dal media online romando "L'Impertinent", l'8 ottobre il Consiglio dell'Unione europea ha rinnovato il regime di sanzioni contro le "attività destabilizzanti" della Russia, che riguarda 80 persone e 20 entità.
Inserito in questa lista dal 15 dicembre 2025, Baud è accusato dei suoi interventi su media definiti filorussi e della diffusione di "teorie del complotto". Il Consiglio dell'UE gli rimprovera in particolare di aver accusato l'Ucraina di aver orchestrato la propria invasione per poter aderire alla NATO.
Inizialmente Bruxelles lo accusava di sostenere azioni russe che "compromettono o minacciano la stabilità o la sicurezza di un paese terzo (l'Ucraina)". Il nuovo testo fa ora riferimento ad azioni che "compromettono la democrazia e minacciano la stabilità o la sicurezza di un paese terzo". L'Ucraina non è più citata esplicitamente e la congiunzione "o" è stata sostituita da "e". Le accuse concrete rimangono invariate. L'UE non motiva la riformulazione.
L'interessato contesta le accuse: "non ho mai ricevuto un solo centesimo dalla Russia", aveva dichiarato nel dicembre 2025, in particolare a "L'Impertinent". Il 71enne afferma di basare le sue analisi su fonti ucraine e americane e contesta in particolare l'interpretazione delle sue dichiarazioni sull'invasione russa. Queste ultime, a suo avviso, si riferivano a un'intervista concessa nel 2019 da Oleksiy Arestovych, futuro consigliere del presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Baud ha adito il Tribunale dell'UE lo scorso marzo per chiedere l'annullamento della sua iscrizione dalla lista.
Colonnello in pensione dello Stato maggiore generale, nato a Ginevra, Jacques Baud ha lavorato dal 1983 al 1990 nei servizi segreti svizzeri, dove si occupava dell'analisi delle forze del Patto di Varsavia. Ha poi ricoperto diverse funzioni per l'ONU, in particolare in Sudan.
Molto critico nei confronti della politica dell'UE e dei paesi occidentali sulla guerra in Ucraina, Baud gode di un vasto pubblico su internet, in particolare su YouTube, dove i suoi interventi totalizzano diversi milioni di visualizzazioni.
Le sanzioni hanno gravi ripercussioni sulla sua vita quotidiana: Baud non può più disporre liberamente dei propri conti bancari, in particolare per accedere alla propria pensione. Afferma inoltre di non poter lasciare il Belgio.
Dopo diversi mesi di blocco una deroga umanitaria gli aveva permesso di riottenere l'accesso al proprio conto belga da metà marzo a fine giugno. Dall'inizio di luglio, a suo dire, i fondi sono nuovamente inaccessibili. Una nuova deroga richiesta all'inizio di maggio è stata concessa dalle autorità belghe all'inizio di ottobre, ma a metà mese non era ancora stata applicata.