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Jessica Moretti chiede l’indennità per infortunio sul lavoro

La titolare del Constellation potrebbe rientrare nei requisiti previsti dalla legge per le ferite riportate durante il rogo. Dall’Italia: ‘Paradossale’

Jessica Moretti chiede l’indennità per infortunio sul lavoro
Jessica Moretti
(Keystone)
6 ottobre 2026
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Nel bel mezzo di un'inchiesta giudiziaria senza fine, la tragedia di Crans-Montana riserva un altro surreale colpo di scena. Jessica Moretti, proprietaria del Constellation, da principale indagata si trasforma in vittima: potrebbe infatti rientrare nei requisiti previsti dalla legge per gli infortuni sul lavoro e beneficiare di un'indennità giornaliera. Il motivo: "Perdita di guadagno causata dai danni alla salute" conseguenti all'incendio di Capodanno.

Non si tratta di una remota eventualità, ma di una concreta possibilità, descritta in uno scambio di lettere tra l'assicurazione Zurich e la procura del Canton Vallese, che indaga sul rogo in cui sono morte 41 persone e 115 sono rimaste ferite. La pratica è al vaglio della compagnia che, in una nota inviata ai magistrati, ha chiesto e ottenuto il nulla osta per l'eventuale versamento. "Nel paradosso di questa tragedia, una delle principali indagate chiede dunque di essere indennizzata proprio per le conseguenze di quell'incendio, mentre 115 feriti e le famiglie delle 41 vittime attendono ancora verità e giustizia oltre al risarcimento degli immani danni subiti", osserva con amarezza l'avvocato Fabrizio Ventimiglia, legale della famiglia di Sofia Donadio, una delle ragazze rimaste ferite a Capodanno nell'incendio.

KeystoneIl memoriale con le foto delle vittime fuori dal locale

Jessica e il marito Jacques Moretti sono accusati, con altre 15 persone, di incendio, lesioni aggravate e omicidio colposi. Le attività investigative, che coinvolgono anche centinaia di parti civili, sono ancora in corso e nei prossimi mesi si svolgeranno diversi interrogatori. Il più atteso, il 2 novembre, è quello in cui si confronteranno i coniugi imprenditori.

Nel frattempo proseguono, seppur lentamente, le procedure previste dalla rogatoria internazionale richiesta dalla procura di Roma. Sui fatti di Capodanno i magistrati capitolini hanno aperto un fascicolo in cui sono indagati i proprietari del locale notturno. Per ora, da Sion è giunta solo una lettera del 25 settembre in cui si anticipa la trasmissione di una ventina di documenti, tra cui però non risulta alcun atto saliente. Mancano, probabilmente per l'opposizione degli avvocati, i verbali degli interrogatori di diversi indagati. Non c'è nemmeno traccia delle carte riguardanti i Moretti.

Jessica è ancora sottoposta alla misura cautelare dell'obbligo di firma e del divieto di espatrio e vive con i suoi due figli piccoli nella villa di Lens, a pochi chilometri da Crans-Montana. Suo marito si trova dallo scorso 11 agosto nel carcere di Sion, con l'accusa di averla picchiata. Ci rimarrà, secondo quanto disposto dal tribunale per le misure coercitive, almeno fino all'11 novembre. Lo stesso tribunale ha confermato per lui anche le misure cautelari relative all'inchiesta sul Constellation, rifiutando la restituzione della cauzione di circa 214mila euro che, a gennaio, gli aveva consentito la scarcerazione. In un rapporto della Polizia cantonale, incaricata di sorvegliare sul rispetto delle restrizioni, viene segnalato che la donna ha espresso "timori", in vista delle festività di fine anno e dell'anniversario della strage, "ritenendo che i media saranno di nuovo attivi su questa vicenda" e ipotizzando "eventuali atti isolati da parte di parenti delle vittime".

La ricorrenza del primo gennaio, che sarà ricordata con una cerimonia, riaccenderà certamente i riflettori sull'edificio del Constellation che il Comune di Crans-Montana vuole ora coprire con una "palizzata" in legno "per ragioni igienico-sanitarie, ma soprattutto per consentire un raccoglimento dignitoso".

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