Un'azienda austriaca rivela che un accesso remoto Windows su quattro è vulnerabile, evidenziando una situazione peggiore rispetto all'Austria e mettendo in guardia le PMI.
Migliaia di computer in Svizzera sono raggiungibili senza protezione tramite Internet. In un accesso remoto di Windows su quattro, gli aggressori arrivano senza ostacoli fino alla schermata di accesso. A questa conclusione giunge un'azienda austriaca, che ha fatto un raffronto tra la Confederazione e il Paese confinante.
Dal 1° ottobre 2025, in Svizzera vige l'obbligo di segnalare i ciberattacchi alle infrastrutture critiche. Un'analisi di queste segnalazioni avrebbe ora evidenziato "carenze di sicurezza significative", ha indicato oggi la società Risikomonitor, con sede in Austria.
In totale, 6431 accessi remoti di Windows sarebbero a rischio su Internet. In 1458 casi, il sistema stabilisce infatti una sessione per ogni richiesta di connessione, senza richiedere prima un'autenticazione.
Secondo l'analisi, un simile approccio rappresenta un rischio significativo. Esso rivela agli aggressori informazioni come il nome del computer e del dominio e apre la porta ad attacchi automatizzati contro vulnerabilità che possono essere sfruttate prima dell'effettivo inserimento della password. I servizi sono misurabili perché non si trovano dietro un firewall con una lista di autorizzazioni o un accesso VPN.
La Svizzera è messa male nel confronto
Nel confronto con la vicina Austria, la Svizzera risulta in una posizione svantaggiata, si legge inoltre nell'analisi. Sebbene i due Stati abbiano una popolazione simile, la Confederazione gestisce più del doppio degli accessi remoti rispetto al Paese confinante. Anche la quota di accessi non protetti è più elevata, pari al 27,1% contro il 20,5% in Austria.
La società che ha condotto l'indagine attribuisce la causa alle impostazioni predefinite dei fornitori di servizi Internet e ai sistemi obsoleti. Raccomanda di nascondere gli accessi remoti dietro un accesso VPN e di configurare l'autenticazione a più fattori.
Anche in un altro studio pubblicato oggi dal VZ VermögensZentrum in collaborazione con la Scuola universitaria professionale di Lucerna si è messo in guardia dai rischi informatici imminenti. Stando allo studio, molte piccole e medie imprese (PMI) sottovaluterebbero il rischio, nonostante siano possibili ingenti danni finanziari.