L'attrice e performer romanda Michèle Gurtner si aggiudica il prestigioso Anello Hans Reinhart 2026. Nove premi svizzeri delle arti sceniche assegnati, tra cui al Festival di narrazione di Arzo.
Il Gran Premio svizzero delle arti sceniche/Anello Hans Reinhart 2026 viene attribuito all'attrice e performer romanda Michèle Gurtner. Sono stati assegnati nove premi nelle arti sceniche: fra i vincitori c'è anche il Festival internazionale di narrazione di Arzo.
Lo annuncia in una nota odierna l'Ufficio federale della cultura (UFC).
Michèle Gurtner, classe 1972, si è formata all'Accademia Dimitri di Verscio dal 1994 al 1997. La ginevrina di origine bernese è attiva da oltre trent'anni, in particolare in Romandia e in Francia.
"Nel suo lavoro, esplora il corpo e la voce in modo approfondito e adotta un approccio pluridisciplinare in cui convergono teatro, performance e movimento", si legge nel dossier stampa dell'UFC.
Nel 1997 cofonda la Compagnia Gloria Rigole, con cui rimane attiva fino al 2004. Nel 2009, assieme a Tiphanie Bovay-Klameth e François Gremaud crea il collettivo GREMAUD/GURTNER/BOVAY, con il quale si cimenta in vari formati, dagli spettacoli alle esposizioni, passando da performance e film.
Nel corso della sua lunga carriera, ha collaborato per sette anni con lo sceneggiatore e attore di origine basca Oscar Gómez Mata.
L'Anello Hans Reinhart intende premiare "il suo modo particolare di essere al tempo stesso interprete e creatrice, e di far emergere con grande naturalezza un intero cosmo di umanità, partendo quasi dal nulla", si legge nella laudatio della presidente della giuria Simone Toendury.
Attiva anche nel cinema, la si è vista nel film "Un cane a processo" della regista franco-svizzera Laetitia Dosch, presentato in anteprima al Festival di Cannes nel 2024 e poi passato anche dalla Piazza Grande di Locarno. Gurtner vestiva i panni della veterinaria.
L'attrice e performer riceverà l'Anello Hans Reinhart, dotato di 100'000 franchi, venerdì 6 novembre al teatro Bühne Aarau, in presenza della consigliera federale Elisabeth Baume-Schneider.
Nove i premi svizzeri delle arti sceniche conferiti ad altrettanti attori o compagnie culturali, ognuno dei quali riceverà 40'000 franchi. Fra i premiati c'è anche il Festival internazionale di narrazione di Arzo.
Fondata nel 2000, la manifestazione si tiene ogni fine estate e anima piazze, corti e giardini del paese, oggi quartiere di Mendrisio. Dedicato sia ai bambini sia agli adulti, è un "teatro che fa riflettere", indica l'UFC.
"In un'epoca segnata dalla velocità e dalla dispersione dell'attenzione, il Festival di Arzo continua a scommettere sul valore dell'ascolto come pratica culturale e civile", si legge nell'elogio del membro della giuria Simon Waldvogel.
Gli altri riconoscimenti sono stati attribuiti all'artista performativo e attivista Damian Bright (ZH/SG), alla danzatrice, performer e coreografa Mélissa Guex (VD), alla coreografa e danzatrice Cosima Grand (VS/ZH), alla regista e drammaturga Charlotte Huldi (BE), all'attrice e regista Kayije Kagame (GE), al duo di attori OHNE ROLF (LU), al ballerino e coreografo Catol Teixeira (Brasile/GE) e al Zirkus Fahraway (BL).
Sono stati premiati anche uno spettacolo di danza e uno di teatro, entrambi ricevono 25'000 franchi. Per la danza il preferito è stato "the wizard is not real" di Lisa Laurent (Francia/GE). Mentre per il teatro è stata scelta la produzione "4/5 oder von der Kunst keine Fahrstuhlmusik zu werden" del gruppo teatrale Zell:stoff (LU).
Infine, il premio June Johnson per gli esordienti, pure dotato di 25'000 franchi, viene attribuito al danzatore e coreografo italiano Ludovico Paladini, formatosi alla Scuola universitaria di arti sceniche La Manufacture di Losanna e attivo principalmente nel Canton Vaud.