La sentenza ribadisce il divieto di esercitare la professione per il dottore che aveva abusato di una diciannovenne durante una visita fuori orario.
Il Tribunale federale (TF) ha ordinato un'interdizione a vita di esercitare la professione a un medico del Canton Zurigo. Ha così confermato una sentenza del Tribunale cantonale zurighese, che aveva condannato il dottore per aver abusato sessualmente di una diciannovenne e gli aveva imposto il divieto.
Stando alla sentenza dei giudici losannesi pubblicata oggi, la giustizia zurighese ha esaminato correttamente i fatti e non ha agito in modo arbitrario. Il medico aveva contestato la decisione dell'istanza inferiore e aveva interposto ricorso.
Nel 2024, era stato condannato per atti sessuali con persone incapaci di discernimento o inette a resistere e molestie sessuali a una pena pecuniaria sospesa di 180 aliquote giornaliere da 120 franchi ciascuna, a una multa di 2000 franchi, nonché a un'interdizione a vita dell'esercizio di una professione nel settore sanitario con contatto diretto con i pazienti e per attività che comportano un contatto regolare con adulti particolarmente vulnerabili.
Inoltre, lo aveva obbligato a versare alla diciannovenne un risarcimento dei danni e un'indennità per torto morale. In precedenza, il Tribunale distrettuale di Winterthur (ZH) aveva già condannato l'uomo per atti sessuali con persone incapaci di discernimento o inette a resistere.
Appuntamento fissato per mal di testa
Il caso, che il Tribunale federale considera provato, si è verificato nell'agosto 2020: la diciannovenne aveva fissato un appuntamento con il medico, allora quarantenne, al di fuori degli orari di apertura dello studio a causa dei suoi mal di testa. Il medico le massaggiò la nuca e spiegò che non lo faceva in qualità di medico, bensì come amico.
Mentre la donna era sdraiata senza vestiti sul lettino, l'uomo estese il massaggio alla schiena, ai glutei e alle cosce e le sfiorò le labbra vaginali. La diciannovenne entrò quindi in uno stato di shock. Alla fine, l'uomo le toccò i seni da dietro, mentre lei sentì il suo pene eretto contro la schiena. Poi la donna lasciò lo studio medico.
(Sentenza 6B_917/2024 del 19 agosto 2026)