L'esposizione "Blow-Up" dedicata al pioniere del fotorealismo si articola tra il Kunstmuseum di Berna e il Museo Franz Gertsch di Burgdorf, presentando opere iconiche e tematiche fino al 2027.
La prima parte della retrospettiva del pioniere del fotorealismo Franz Gertsch (1930-2022) è esposta fino al 17 gennaio 2027 al Kunstmuseum di Berna. Domani sera al Museo Franz Gertsch di Burgdorf (BE) si apre "Blow-Up (Part II)" con gli iconici ritratti femminili.
Gertsch dipingeva i suoi soggetti con grande attenzione ai dettagli: dall'orecchino a forma di spada di Irene Staub, alla manica della maglietta arrotolata di Patti Smith, passando dalle labbra fini e leggermente scintillanti di Johanna Dichand. Nei monumentali ritratti della prostituta d'alto bordo zurighese, della musicista e poetessa rock newyorkese e della modella viennese la rappresentazione iperrealistica dei capelli lascia a bocca aperta.
Queste e altre opere sono esposte al Museo Franz Gertsch di Burgdorf nella seconda parte della retrospettiva a lui dedicata, intitolata "Blow-Up (Part II)", mentre "Blow-Up (Part I)" è visibile da metà agosto al Kunstmuseum di Berna. Quest'ultima si concentra esclusivamente sulla pittura e presenta le opere degli esordi fino ai ritratti degli anni '70, oltre alla produzione più tardiva a partire dagli anni 2000.
Si tratta della prima retrospettiva completa dopo la morte di Gertsch nel 2022, scrive il museo dedicato all'artista svizzero in una nota.
Il titolo fa riferimento alla tecnica fotografica del "blow-up" che Gertsch impiegava per le sue opere monumentali e fotorealistiche. Essa consisteva nell'ingrandire le immagini attraverso la proiezione di diapositive e nel trasferire il soggetto sulla tela a cui lavorava poi per mesi. Ma evoca anche il film omonimo di Michelangelo Antonioni del 1966, che Gertsch avrebbe visto due volte.
Il focus dell'esposizione a Burgdorf (BE), visibile fino al 28 febbraio 2027, è invece su temi scelti degli anni 1970 fino al 2022. Una sala è dedicata a Patti Smith, che Gertsch ha dipinto più volte tra il '78 e il '79. Un'altra a Irene Staub alias Lady Shiva, parte della cerchia di amici dell'artista lucernese Luciano Castelli. Lo stesso Castelli è stato raffigurato da Gertsch in tredici dipinti tra il 1971 e il 1977; anche a lui è dedicata una sala. In un'ulteriore stanza due modelle si incontrano, tra cui la già citata Johanna.
Sono poi esposti anche i soggetti paesaggistici, poiché l'artista, nato nel 1930 a Mörigen, sul lago di Bienne, raffigurava non solo le persone, ma anche la natura. Soprattutto dopo essersi trasferito con la famiglia a Rüschegg (BE) alla fine degli anni '70, si lasciò ispirare dall'ambiente circostante. A differenza dell'esposizione a Berna, quella di Burgdorf presenta anche xilografie.
La retrospettiva è stata sviluppata dall'istituzione danese Louisiana Museum of Modern Art in stretta collaborazione con l'artista e la sua famiglia ed è stata recentemente presentata alle Deichtorhallen di Amburgo. A Burgdorf è curata da Anna Wesle, mentre a Berna da Kathleen Bühler.