Riforma AVS 2030: Forti divergenze sul futuro del primo pilastro
Svizzera

Riforma AVS 2030: Forti divergenze sul futuro del primo pilastro

Il progetto governativo, che mira a generare 600 milioni di franchi annui senza aumentare l'età pensionabile, divide la politica e le associazioni economiche tra chi chiede riforme strutturali e chi lo accoglie favorevolmente.

11 settembre 2026
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Nonostante un generale consenso sulla necessità di riformare l'Assicurazione Vecchiaia e Superstiti (AVS), le proposte per attuare tale riforma divergono significativamente. Mentre la sinistra accoglie positivamente il progetto, la destra e le associazioni economiche lamentano l'assenza di riforme strutturali, come un aumento dell'età pensionabile, attualmente fissata a 65 anni per tutti.

Il disegno di legge, presentato il 20 maggio scorso dalla consigliera federale Elisabeth Baume-Schneider, è stato giustificato dalla necessità di preparare il primo pilastro al pensionamento dei cosiddetti baby boomer. L'obiettivo è adeguare l'AVS all'evoluzione della società per il periodo 2030-2040. Il progetto prevede di generare entrate supplementari per circa 600 milioni di franchi all'anno fino al 2040, motivo per cui l'esecutivo ha rinunciato, per ora, ad aumentare l'età di riferimento.

Tra le misure principali proposte, spicca l'aumento progressivo dell'età minima di pensionamento, che passerebbe da 58 a 63 anni. Questa modifica mira a far fronte all'aumento della speranza di vita e alla carenza di manodopera, incentivando le persone a lavorare il più a lungo possibile. Sono previste eccezioni, in particolare in caso di ristrutturazione aziendale o nell'ambito di contratti collettivi di lavoro, ma l'età non potrebbe comunque scendere al di sotto dei 60 anni. Inoltre, dopo i 65 anni, i lavoratori dipendenti dovrebbero avere la possibilità di rimanere affiliati a un istituto di previdenza del secondo pilastro.

L'esecutivo intende anche disincentivare il pensionamento anticipato introducendo nuove aliquote di riduzione in caso di riscossione anticipata della rendita. Altre misure includono l'allineamento del tasso di contribuzione dei lavoratori indipendenti con redditi elevati a quello dei lavoratori dipendenti (dall'8,1% all'8,7%) e l'assoggettamento a contribuzione dei dividendi eccessivi. Attualmente, i dividendi non sono soggetti ai contributi AVS, il che può indurre a privilegiarli rispetto al salario.

La sinistra, rappresentata da PS e Verdi, accoglie con favore la decisione del Consiglio federale di non aumentare l'età pensionabile. Il PS sostiene misure volte a colmare le lacune contributive, come l'obbligo di versare i contributi sulle indennità giornaliere di malattia e infortunio. Approvano anche le percentuali di riduzione legate al reddito in caso di pensionamento anticipato, che permetterebbero ai lavoratori a basso reddito di andare in pensione prima con minori perdite. Entrambi i partiti chiedono un miglior riconoscimento del lavoro educativo e di cura, con un aumento significativo degli accrediti nel primo pilastro e la loro applicazione anche nella previdenza professionale, dato che questo lavoro è svolto prevalentemente dalle donne e comporta pensioni più basse.

I partiti di centro-destra, invece, criticano il progetto definendolo insufficiente. Il PLR auspica un'età di riferimento più elevata anziché un aumento delle imposte e dei contributi, mentre l'UDC esige tagli alla spesa federale per stabilizzare l'AVS. Il centro rileva la mancanza di misure strutturali e propone un modello basato sulla durata complessiva della vita lavorativa.

Anche gli ambienti imprenditoriali respingono il progetto. Il mondo economico auspica riforme strutturali anziché un semplice aumento delle entrate. Economiesuisse definisce il progetto deludente, poiché manca un dibattito sull'età di riferimento. L'Unione sindacale svizzera (USS) accoglie con favore la copertura delle lacune contributive, ma critica l'innalzamento dell'età minima nel secondo pilastro, che renderebbe più difficile il pensionamento anticipato per le persone con problemi di salute.

Diversi cantoni si oppongono all'innalzamento dell'età minima nel secondo pilastro, ma valutano positivamente la rinuncia a un'età di riferimento più elevata. Il Cantone di Zurigo ritiene comunque che un adeguamento dell'età pensionabile sia inevitabile nel lungo periodo.

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Questo articolo è stato pubblicato con l'ausilio dell'IA. Maggiori informazioni