Il colosso agrochimico svizzero-cinese registra un Ebitda in crescita del 2% a 2,4 miliardi di dollari, mentre i ricavi scendono del 2% a 12,2 miliardi.
Redditività operativa in crescita nel primo semestre per Syngenta, colosso agrochimico svizzero – ma in mani cinesi – specializzato soprattutto in sementi e prodotti fitosanitari. A dispetto di un calo dei ricavi, l'azienda ha mostrato una maggiore efficienza.
Stando ai dati pubblicati oggi, l'utile operativo Ebitda (cioè prima di interessi, imposte, svalutazioni e ammortamenti) è salito su base annua del 2% a 2,4 miliardi di dollari (1,9 miliardi di franchi). I ricavi si sono attestati a 12,2 miliardi di dollari, il 2% in meno dello stesso periodo dell'anno precedente; al netto degli effetti valutari la contrazione è ancora maggiore, pari al 7%.
La società Syngenta è nata nel 2000 dalla fusione delle divisioni agrochimiche dei giganti farmaceutici AstraZeneca e Novartis, unendo attività con radici che risalgono a 250 anni or sono. Un tempo quotata alla borsa svizzera, l'impresa è stata rilevata nel 2017 dal gigante cinese ChemChina per 43 miliardi di dollari. Nel 2024 aveva pianificato di quotarsi alla borsa di Shanghai; la richiesta era poi stata ritirata. Oggi il gruppo, che ha oltre 50.000 dipendenti in oltre 90 nazioni, è registrato in Cina e ha sede amministrativa a Basilea.