Il nuovo patto elimina i dazi sul 99,8% delle esportazioni svizzere verso Pechino, con risparmi stimati in 244 milioni di franchi e impegni su diritti umani e lavoro.
Svizzera e Cina hanno concluso i negoziati per l'ottimizzazione del loro accordo di libero scambio (ALS) esistente. Grazie a questa revisione, il 99,8% delle esportazioni elvetiche potrà accedere al mercato cinese in esenzione doganale.
L'annuncio della conclusione delle trattative è avvenuto oggi a Berna, a seguito di un incontro tra il presidente della Confederazione Guy Parmelin e il ministro del commercio cinese Wang Wentao, che hanno siglato un memorandum d'intesa. Una volta completate le verifiche giuridiche necessarie, i due Paesi procederanno alla firma dell'accordo, prevista per il 2026. Successivamente, l'intesa sarà sottoposta alle rispettive procedure di approvazione, con il Parlamento svizzero che avrà l'ultima parola, come specificato in un comunicato del Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca (DEFR).
L'attuale ALS prevede che quasi tutte le importazioni cinesi in Svizzera siano esenti da dazi, mentre solo circa la metà delle esportazioni svizzere verso la Cina godeva di tale beneficio. L'accordo ottimizzato mira a correggere questo squilibrio, garantendo parità di condizioni.
Secondo le stime del DEFR, l'aggiornamento dell'accordo genererà un potenziale risparmio di circa 244 milioni di franchi all'anno per le aziende svizzere. Prodotti come orologi, farmaci, macchinari e prodotti chimici saranno esentati dai dazi, sebbene l'entrata in vigore di queste agevolazioni avverrà nel medio termine, a causa di periodi di riduzione graduale pluriennali. Attualmente, la maggior parte di queste merci beneficia già di concessioni doganali parziali.
Anche il settore agricolo trarrà vantaggio dalle nuove disposizioni. Formaggio e caffè torrefatto non saranno più soggetti a tariffe dopo un periodo transitorio di dieci anni. Altri prodotti come cioccolato, alimenti per neonati e bambini piccoli, vino e carne secca sono già vendibili in Cina in esenzione doganale.
Il DEFR ha inoltre comunicato che è stata stabilita una norma specifica per i prodotti più sensibili dell'agricoltura svizzera. Questa prevede l'eliminazione o la riduzione dei dazi nell'ambito dei contingenti tariffari esistenti dell'Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC), tenendo conto delle limitazioni stagionali. Tra i prodotti interessati figurano frutta, verdura e succhi. I team negoziali hanno anche considerato interessi specifici di Pechino, come il cibo per animali domestici e i semi di girasole.
L'accordo aggiornato introduce e rafforza disposizioni ambiziose in materia di questioni ambientali e diritti dei lavoratori, con impegni vincolanti. Il DEFR ha definito questo progresso come