Svizzera

Consiglio federale chiede di respingere l'iniziativa sulla neutralità il 27 settembre

Il governo sostiene che la prassi attuale tutela gli interessi della Svizzera e avverte che una definizione costituzionale ridurrebbe il margine di manovra

11 agosto 2026
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Per quanto riguarda la neutralità, la prassi attuale ha dato buona prova di sé, mentre una definizione più rigorosa ridurrebbe il margine di manovra della Svizzera. Per questi motivi, il Consiglio federale ha invitato oggi popolo e cantoni a respingere il prossimo 27 settembre l'iniziativa sulla neutralità.

Quest'ultima, promossa da Pro Svizzera e da alcuni membri dell'UDC, chiede di iscrivere nella Costituzione una definizione di neutralità, esigendo che Berna non aderisca ad alcuna alleanza militare o di difesa, salvo in caso di attacco diretto contro la Svizzera. Il testo vuole che la Confederazione rinunci a sanzioni nei confronti di Stati belligeranti, a meno che vengano decise dall'ONU, al contrario di quanto fatto con la Russia dopo l'invasione dell'Ucraina.

Stando all'esecutivo, che oggi lancia ufficialmente la sua campagna in vista del voto (i promotori del testo sono scesi in campo già il 4 agosto), parte delle richieste contenute nell'iniziativa corrisponde già alla prassi attuale. E laddove va oltre, nei settori della sicurezza e delle sanzioni, l'iniziativa danneggia gli interessi del Paese, si legge nell'opuscolo di voto inviato agli elettori. Il governo è convinto che la Svizzera utilizzi la neutralità in modo mirato per difendere i propri interessi; la prassi attuale garantisce il margine di manovra necessario a tal fine.

Inoltre, in quanto piccolo Stato, la Svizzera ha bisogno di cooperare con i propri partner in materia di difesa. Ha anche molto da guadagnare dall'ordine stabilito dal diritto internazionale; le sanzioni sono uno strumento importante per reagire alle violazioni di tale diritto, secondo il Consiglio federale.

Elettori ancora incerti

Il 31 luglio scorso, secondo un primo sondaggio di YouGov Svizzera, non emergeva ancora una tendenza chiara in merito a questo oggetto. Se il voto si fosse tenuto il giorno della pubblicazione dell'inchiesta, l'iniziativa sulla neutralità avrebbe ottenuto il 40% di sì contro il 38% di no. Circa il 22% degli intervistati, tuttavia, non era ancora in grado o non voleva prendere posizione.

Il sondaggio aveva messo in evidenza anche differenze a seconda delle regioni linguistiche e delle preferenze partitiche. L'iniziativa sulla neutralità raccoglieva più consensi nella Svizzera romanda e in Ticino che nella Svizzera tedesca. Non sorprende che sia ampiamente sostenuta dall'elettorato dell'UDC, mentre quello dei Verdi la respinge a maggioranza.

Il sondaggio era stato condotto online tra il 15 e il 27 luglio su un campione di 1'229 persone rappresentative della popolazione svizzera avente diritto di voto.

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Questo articolo è stato pubblicato con l'ausilio dell'IA. Maggiori informazioni