Tribunale penale federale rileva carenze nelle misure anti-riciclaggio; confiscati 400 milioni e condanna sospesa per un ex gestore patrimoniale
Il Tribunale penale federale (TPF) ha condannato la banca privata ginevrina Lombard Odier a una multa di 3 milioni di franchi nel caso Karimova. La banca non ha adottato misure organizzative sufficienti per prevenire il riciclaggio di denaro.
Un ex gestore patrimoniale è stato riconosciuto colpevole di riciclaggio di denaro e condannato a una pena detentiva sospesa di 24 mesi. Il TPF ha inoltre disposto la confisca di 400 milioni di franchi.
Lo scorso aprile, il TPF aveva invece archiviato il procedimento a carico della figlia dell'ex presidente dell'Uzbekistan, Gulnara Karimova, imputata principale nel processo. Il motivo era un impedimento procedurale duraturo.
Karimova sta infatti scontando una pena detentiva nel suo Paese d'origine fino a dicembre 2028 e le autorità uzbeke rifiutano di lasciarla partire prima della fine della condanna. La prescrizione per i reati che le venivano contestati dal Ministero pubblico della Confederazione (MPC) scadde a sua volta nel corso del 2018.
Anche il procedimento a carico del suo ex braccio destro è stato archiviato. Costui vive in esilio in Russia e nei suoi confronti sono stati emessi mandati di arresto internazionali.
Gulnara Karimova era accusata di riciclaggio di denaro, amministrazione infedele, corruzione e di essere a capo di un'organizzazione criminale denominata "Office". Il suo ex braccio destro avrebbe dovuto rispondere in particolare di riciclaggio di denaro aggravato, corruzione e falsità in documenti.
A Karimova, un tempo ambasciatrice dell'Uzbekistan all'ONU a Ginevra, veniva contestato di aver fatto aprire conti bancari presso istituti finanziari svizzeri tramite prestanome. L'ammontare dei fondi che vi sarebbero stati versati, per poi essere trasferiti in modo da nasconderne l'origine criminale, ammonterebbe a centinaia di milioni di euro e dollari.
Il denaro incriminato sarebbe provenuto da tangenti. Vista la sua posizione di rilievo nel governo uzbeko, Karimova avrebbe infatti preteso e ricevuto bustarelle da società di telecomunicazioni in cambio dell'accesso al mercato nazionale, secondo il MPC. Quest'ultimo la perseguiva a questo titolo per amministrazione infedele e corruzione passiva.
(Sentenza SK.2023.42 del 27.07.2026)