La Svizzera deve essere attrezzata per proteggersi da minacce ibride e attacchi a distanza. Per questo motivo, l'esercito si doterà entro il 2028 di un battaglione di droni. La novità rientra fra le linee guida, presentate oggi dal Consiglio federale, del futuro orientamento delle forze armate, che punta sulla capacità di difesa.
Per rafforzare la sicurezza e la difesa del Paese, negli scorsi mesi il governo, viene ricordato in una nota, ha proposto di aumentare temporaneamente l'imposta sul valore aggiunto (IVA) di 0,8 punti percentuali e la creazione di un Fondo per gli armamenti in grado di contrarre debiti. Ora, con le linee guida e la relativa pianificazione dell'armamento, l'esecutivo espone come intende utilizzare queste risorse finanziarie supplementari.
"Affronteremo una vera trasformazione", ha annunciato oggi nel corso di una conferenza stampa a Berna il consigliere federale Martin Pfister. Nei prossimi anni, saranno prioritarie le capacità che producono rapidamente un effetto contro le minacce più probabili. L'obiettivo esplicito è di fungere da deterrente: "Il nemico deve sapere che attaccare la Svizzera non conviene e sarebbe un errore", ha detto chiaro e tondo il comandante di corpo Benedikt Roos.
Sotto il profilo organizzativo, verrà istituito un primo battaglione di droni, che costituirà il nucleo per l'introduzione capillare di sistemi senza equipaggio e terrà conto del rapido sviluppo tecnologico in tale settore. A questo scopo, l'esercito collaborerà a stretto contatto con le scuole universitarie, l'industria e le start up elvetiche, ha garantito il ministro della difesa.
Pfister non ha fornito ulteriori ragguagli su questa flotta, ad esempio riguardo al numero di apparecchi che la comporranno, rimandando al prossimo autunno per informazioni più dettagliate. Roos ha dal canto suo dichiarato che avere un esercito di milizia è un vantaggio quando si parla di nuove tecnologie: "Ci sono competenze enormi da sfruttare".
Capitolo investimenti, entro il 2039 circa l'80% sarà destinato alle minacce più probabili, ha aggiunto Pfister. In primo piano vi sono su tutti il rafforzamento della difesa aerea, la protezione del personale militare, l'impiego di droni, nonché la protezione delle reti, dei dati e dei sistemi critici. Il rimanente 20% servirà a mantenere e sviluppare ulteriormente le capacità di difesa contro un attacco militare su vasta scala. Ai mezzi classici saranno affiancate tecnologie moderne e meno costose.
Pfister ha evidenziato una volta di più l'attuale situazione di minaccia deteriorata che incombe sulla Svizzera. Per questo, l'esercito, che al momento è essenzialmente d'istruzione, in futuro dovrà tornare ad assicurare la protezione della popolazione sotto forma di esercito d'impiego.
La dottrina e le strutture di condotta dovranno pertanto essere adeguate. "La Svizzera sarà divisa in tre settori d'impiego militare, ognuno sotto la responsabilità di una divisione", ha illustrato il consigliere federale. In tal modo, tutti gli impieghi saranno gestiti uniformemente.
La strategia prevede inoltre uno snellimento degli stati maggiori, con un conseguente taglio significativo del numero degli alti ufficiali superiori. "Non sono ancora state prese decisioni concrete, ma voglio ridurre di circa il 25% il totale delle funzioni da loro occupate", ha precisato Pfister.
Per quanto riguarda le gerarchie, l'ex consigliere di Stato del canton Zugo ha sottolineato come il ruolo di capo dell'esercito sarà rafforzato. "Le forze aeree e terrestri saranno direttamente subordinate a lui", ha spiegato.
I presupposti per adeguare l'organizzazione dell'esercito e le strutture di condotta verranno creati entro il 2029. Il Consiglio federale sottoporrà al Parlamento le relative modifiche di legge necessarie.
Va comunque ricordato che l'intero piano si basa sul presupposto di poter disporre di risorse supplementari. Come ha riconosciuto Pfister, non potrà essere messo in atto qualora Camere federali e popolo rifiutassero l'incremento dell'IVA.