La revisione parziale della LDFR punta a promuovere l'imprenditorialità, garantire il diritto di prelazione ai coniugi e aggiornare regole sugli acquisti societari
Il principio della coltivazione diretta, lo spirito imprenditoriale e la posizione dei coniugi nell'agricoltura vanno rafforzati. È quanto sostiene il Consiglio nazionale, che oggi ha approvato - con 189 voti favorevoli e 2 contrari - la revisione parziale della legge federale sul diritto fondiario rurale (LDFR) proposta dall'Esecutivo.
A seguito di una mozione depositata dalla Commissione dell'economia e dei tributi del Consiglio degli Stati (CET-S) e approvata dal Parlamento, il Consiglio federale ha elaborato varie modifiche della LDFR. La revisione - ha spiegato Olivier Feller (PLR/VD) - si basa su tre punti principali: promuovere lo spirito imprenditoriale nel settore, rafforzare il principio della coltivazione diretta e facilitare l'accesso alle aziende agricole da parte dei coniugi garantendo loro un diritto di prelazione privilegiato.
La Camera del popolo si è mostrata unanime sulla necessità di intervenire sull'uguaglianza e in favore delle famiglie. "Oggi i coniugi, che nella maggior parte dei casi sono donne, sono penalizzati", ha dichiarato Emmanuel Amoos (PS/VS). "In Svizzera soltanto il 7,2% delle aziende agricole è gestito da donne, una delle percentuali più basse d'Europa", ha aggiunto.
Più combattute sono state invece le disposizioni che ampliano, a determinate condizioni, le possibilità di acquisto di aziende e fondi agricoli da parte di persone giuridiche, tra cui società cooperative e holding. Una minoranza si è battuta invano per limitare il rilevamento delle aziende agricole alle sole persone fisiche domiciliate in Svizzera.
La sinistra intendeva evitare che holding con sede all'estero acquisissero in futuro il controllo di terreni agricoli nella Confederazione. Jacqueline Badran (PS/ZH) ha evocato il fenomeno del cosiddetto land grabbing, citando l'acquisto di vaste superfici agricole in Africa da parte di investitori provenienti dall'Arabia Saudita, dagli Emirati Arabi Uniti e dalla Cina. La maggioranza del Consiglio nazionale ha però ritenuto che la riforma garantisca già una protezione sufficiente del mercato.
Il disegno, ha poi illustrato Leo Müller (Centro/LU), propone tra l'altro l'aumento del limite dell'aggravio per i fondi agricoli dall'attuale 35% al 50% e che le servitù per aree d'estrazione e discariche possano essere iscritte nel registro fondiario senza autorizzazione. Una minoranza intendeva invece fissare il limite d'aggravio in generale al 40% per ridurre gli incentivi all'indebitamento.
Il dossier passa ora al Consiglio degli Stati.