L'offerta di aiuto alle vittime di violenza domestica e sessuale deve essere estesa. Il Consiglio nazionale ha approvato oggi - con 139 voti a 55 - un progetto di revisione della legge che dovrebbe migliorare la presa in carico medica, le offerte di alloggio specializzato e l'obbligo per i Cantoni di informare la popolazione. L'UDC era contraria.
La riforma si inserisce in un'ampia campagna avviata negli ultimi anni per combattere la violenza contro le donne, in aumento in Svizzera, e si articola in più punti.
L'assistenza medica deve essere garantita 24 ore al giorno ed è importante documentare tempestivamente dal punto di vista medico-legale le lesioni e le tracce dell'aggressione. Per questo è fondamentale ridurre al minimo gli ostacoli alle prime cure da parte di personale medico specializzato e fare in modo che i Cantoni creino alloggi d'emergenza e temporanei con posti sufficienti, è stato sottolineato.
La riforma prevede che la documentazione medico-legale sia gratuita, indipendentemente dal fatto che la vittima intenda denunciare l'autore del reato. Tale documentazione potrà essere utilizzata in seguito come prova, aumentando così la probabilità di denunce e condanne penali.
I documenti dovranno essere conservati per almeno 15 anni per la documentazione medico-legale e per 5 anni per le tracce. I costi saranno a carico dell'assicurazione malattia e di quella contro gli infortuni. I Cantoni si faranno carico delle eventuali spese non rimborsate.
La decisione di sporgere denuncia è spesso impossibile da prendere subito dopo aver subito un atto di violenza, ha spiegato Jessica Jaccoud (PS/VD) a nome della commissione preparatoria. Ciò è ancora più vero quando l'atto è stato commesso da una persona vicina, un marito o il padre dei propri figli, ha aggiunto Vincent Maitre (Centro/GE).
Le ultime statistiche mostrano che "su 55 omicidi commessi nel Paese, 34 sono avvenuti all'interno della famiglia e 21 persone sono state uccise dal proprio partner o ex-partner". Oggi solo il 10-20% delle vittime si rivolge alla polizia, ha proseguito, precisando che "questa riforma si rivolge alle vittime che non figurano nelle statistiche".
La revisione della legge mira anche a colmare una lacuna nell'assistenza alle vittime, che varia notevolmente da un cantone all'altro. Questo ultimi saranno chiamati a mettere a disposizione delle vittime un numero sufficiente di alloggi di emergenza.
Questo aspetto della riforma non è piaciuto all'UDC. Le realtà sono diverse tra campagna e città, ha sostenuto Manfred Bühler (UDC/BE), paventando costi fissi considerevoli. Barbara Steinemann (UDC/ZH) li ha stimati in 330 franchi a persona.
La replica della sinistra non si è fatta attendere. Oggi, le strutture di accoglienza d'emergenza esistenti coprono solo un quarto del fabbisogno reale, ha replicato Tamara Funiciello (PS/BE). Eppure le statistiche dimostrano che l'assistenza alle vittime influisce sul numero delle condanne, ha aggiunto, sottolineando che sono più numerose nei cantoni in cui la presa in carico è efficace.
Il ministro delle giustizia Beat Jans ha sottolineato l'urgenza di aumentare la protezione delle vittime in tutta la Svizzera e ha confermato che la revisione potrebbe avere un effetto positivo sul numero di denunce. Il progetto, a suo avviso, lascia inoltre ai cantoni un margine di manovra sufficiente per adattare la loro offerta alle rispettive realtà.
Il dossier va agli Stati.