La 28ª edizione riunisce 1'350 rappresentanti per discutere energia, costi, relazioni con l'UE, regolamentazione bancaria e trasformazione digitale
La guerra in Medio Oriente, l'aumento dei prezzi dell'energia, le preoccupazioni congiunturali e la questione di come le crisi geopolitiche mettano alla prova le aziende svizzere: questi sono temi che faranno discutere allo Swiss Economic Forum (SEF) che apre i battenti la prossima settimana. Grande attesa soprattutto per l'intervento del CEO di UBS Sergio Ermotti.
Giovedì e venerdì prossimi si incontreranno nuovamente al SEF di Interlaken (BE) circa 1'350 rappresentanti del mondo economico, politico e scientifico. L'evento gode di grande popolarità ed è sold out ogni anno. Oltre alla possibilità di allargare la propria rete di contatti, anche la presenza di ospiti illustri attira i partecipanti nell'Oberland bernese.
La 28a edizione del SEF, che si svolge sotto il motto "Unbreakable?", sarà inaugurata dal presidente della Confederazione Guy Parmelin. È una tradizione, e il ministro dell'economia conosce bene i temi che preoccupano i dirigenti delle aziende svizzere. Si va dalle relazioni con l'UE al franco forte, dall'aumento dei costi alla trasformazione digitale fino alla regolamentazione.
Molte PMI e grandi imprese sono inoltre preoccupate dalla politica doganale erratica del presidente statunitense Donald Trump. Su questo tema dovrebbe esprimersi venerdì anche la direttrice della Segreteria di Stato dell'economia (SECO) Helene Budliger Artieda, che con i suoi team partecipa ai negoziati negli Stati Uniti.
L'edizione di quest'anno del SEF sarà però contraddistinta soprattutto da figure di spicco dell'economia svizzera. Severin Schwan, presidente del consiglio di amministrazione del gigante farmaceutico Roche, risponderà ad esempio alle domande dei moderatori Carolin Roth e Urs Gredig. L'intervento di Schwan sarà dedicato al tema "L'industria farmaceutica svizzera a un bivio".
Suscita già sin d'ora molto interesse il colloquio con il CEO di UBS Sergio Ermotti dal titolo "UBS tra economia, politica e futuro della Svizzera". Secondo un progetto legislativo della Confederazione, la grande banca dovrebbe essere regolamentata in modo più severo e soddisfare requisiti patrimoniali più elevati. UBS si oppone con forza. È persino sul tavolo l'ipotesi di un trasferimento di UBS fuori dalla Svizzera.
Venerdì attireranno l'attenzione anche il CEO di Coop Philipp Wyss ("I consumi come indicatore dell'economia") e il CEO di Nestlé Philipp Navratil ("Percorsi brevi, grande impatto: il valore aggiunto locale come vantaggio competitivo"). Il gigante alimentare vodese è in fase di trasformazione e allo stesso tempo deve affrontare l'aumento dei costi delle materie prime e una crescente prudenza dei consumatori.
Nel corso delle due giornate saliranno sul palco anche la professoressa di Novartis Amy Edmondson, il capo dell'Esercito Benedikt Roos e il proprietario della società argoviese Twerenbold, Karim Twerenbold. Inoltre, rappresentanti dell'azienda spaziale statunitense Axiom e l'astrofisico e professore al Politecnico federale (ETH) di Zurigo, Thomas Zurbuchen, offriranno approfondimenti sullo spazio. A chiudere il SEF sarà infine l'ex ministro degli esteri tedesco Sigmar Gabriel.
Allo Swiss Economic Forum, fondato nel 1998 e tenutosi a Thun (BE) nei primi anni, l'attenzione non è rivolta alla politica ma piuttosto agli affari. L'evento fa da contraltare per le piccole e medie imprese svizzere al World Economic Forum (WEF) di Davos (GR), dove ogni gennaio si riunisce l'élite economica e politica mondiale.