Fatturato a 1,22 miliardi (+0,3%) e utile operativo a 30 milioni; rincaro del cherosene e calo di passeggeri e voli mettono a rischio il secondo trimestre
Malgrado lo scoppio del conflitto in Medio Oriente, Swiss ha iniziato l'anno su note positive. Nel primo trimestre il fatturato della compagnia aerea è salito leggermente dello 0,3% a 1,22 miliardi di franchi, mentre l'utile operativo è passato dai 3,3 milioni di dodici mesi fa a 30,0 milioni.
Paradossalmente, il vettore ha beneficiato della guerra scatenata da Usa e Israele contro l'Iran. Ciò, in effetti, ha comportato un aumento a breve termine della domanda su alcune rotte, in particolare verso l'Asia, e di conseguenza dei ricavi, spiega Swiss in una nota diramata in mattinata.
Allo stesso tempo, l'incremento dei costi del carburante non ha ancora inciso completamente sui risultati, poiché le variazioni dei prezzi di mercato influenzano i numeri della controllata di Lufthansa con un certo ritardo, ha dichiarato il responsabile delle finanze Dennis Weber, citato nel comunicato. Questa combinazione ha portato a un marzo molto positivo e quindi a un trimestre solido.
Tuttavia, le buone notizie rischiano di svanire nei prossimi mesi. "Nel secondo trimestre gli oneri legati al conflitto in Medio Oriente aumenteranno significativamente", ha avvertito Weber. Stando al dirigente, se Swiss avesse già dovuto sostenere in marzo i prezzi del carburante previsti da aprile in poi, la performance trimestrale sarebbe stata ben diversa.
Al momento il cherosene costa quasi il doppio rispetto a prima della guerra. "Ne abbiamo già accusato gli effetti in aprile, sebbene fossimo parzialmente protetti", ha aggiunto il CFO.
Per quanto riguarda la clientela, fra l'inizio di gennaio e la fine di marzo Swiss ha trasportato quasi 3,7 milioni di passeggeri, il che corrisponde a una flessione dello 0,4% su base annua. La compagnia ha inoltre operato un totale di circa 29'600 voli, ossia il 7,1% in meno rispetto allo stesso periodo del 2025.