Svizzera

Beat Jans avverte sui rischi dell'iniziativa UDC 'No a una Svizzera da 10 milioni'

Secondo il consigliere federale, l'iniziativa comprometterebbe l'accordo sulla libera circolazione, aggraverebbe la carenza di manodopera e danneggerebbe la reputazione svizzera

1 maggio 2026
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Il consigliere federale Beat Jans ha lanciato oggi un duro monito contro l'iniziativa popolare dell'UDC "No a una Svizzera da 10 milioni!", sostenendo che una sua accettazione avrebbe pesanti conseguenze per la Svizzera. Il responsabile del Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) si è espresso a Bienne in occasione di un discorso pronunciato per il Primo maggio.

Il testo promette soluzioni a problemi molto sentiti dalla popolazione - come treni sovraffollati, ingorghi stradali, affitti, criminalità e difficoltà ambientali - ma si tratta in realtà di "promesse campate in aria", ha sostenuto Jans, secondo il testo del suo discorso.

A suo avviso, se approvata, l'iniziativa obbligherebbe la Svizzera a denunciare l'accordo sulla libera circolazione delle persone, mettendo così in pericolo la via bilaterale con l'Unione europea. Inoltre, contribuirebbe ad aggravare la già forte carenza di manodopera. Per il consigliere federale basilese, si tratta di "un'iniziativa estrema" che rappresenta "un grande rischio".

Jans ha anche sottolineato che la proposta danneggerebbe la credibilità internazionale della Svizzera e la sua tradizione umanitaria. Accettarla significherebbe, secondo lui, tradire i valori fondamentali del Paese e compromettere la reputazione della Confederazione come Stato affidabile e impegnato nella difesa dei diritti umani.

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Questo articolo è stato pubblicato con l'ausilio dell'IA. Maggiori informazioni