Roos: le intenzioni dei belligeranti sono difficili da valutare; la Svizzera rischia effetti collaterali e va rafforzata la difesa antimissile e cibernetica
Le guerre sono diventate più imprevedibili: oltre alle forze in campo, sono ormai le "intenzioni" dei diversi belligeranti a essere difficili da interpretare. Lo ha detto stasera ai microfoni della RTS il capo dell'esercito Benedikt Roos.
"Conosciamo i potenziali. Conosciamo più o meno gli eserciti e quanto si investe in questo settore", ha dichiarato l'ufficiale. "Ciò che è davvero difficile da sapere sono le intenzioni e queste possono cambiare molto, molto rapidamente", ha aggiunto.
E per illustrare le sue idee, Roos ha citato i turisti in vacanza a Dubai che hanno improvvisamente visto i loro alberghi colpiti da attacchi iraniani. "Nessuno aveva davvero previsto che sarebbe accaduto così velocemente. È la grande variabile che è veramente difficile da analizzare", ha affermato il comandante di corpo.
Secondo lui, anche la Svizzera potrebbe essere presa di mira in caso di guerra tra la Russia e i paesi della NATO. "È chiaro, non sono i paesi vicini che attaccheranno la Svizzera", ha detto. Ma se la Russia dovesse colpire i paesi baltici, esiste il rischio di un effetto domino.
In un caso del genere, la Svizzera ha "obiettivi validi per destabilizzare l'Europa". In caso di conflitto, la Confederazione si troverebbe "nella zona retrostante dal punto di vista militare". In questa zona, "lo si è visto in Ucraina", le "infrastrutture critiche" diventano obiettivi, come i sistemi elettrici, idrici, i sistemi sanitari o le ferrovie.
"E la Svizzera ha davvero infrastrutture critiche che sono molto importanti per tutta l'Europa", ha aggiunto il capo dell'esercito. Secondo lui, la prima priorità oggi è rafforzare la difesa contro le minacce a lunga distanza, ovvero i sistemi per combattere missili e droni.
La seconda è la capacità di affrontare una minaccia ibrida, ovvero attacchi cibernetici. "Anche in questo caso dobbiamo essere più forti perché è questa la realtà", ha detto, sottolineando che la Svizzera viene attaccata "ogni giorno" nel settore cibernetico.