Nell'assemblea generale, il presidente Stephan Rietiker parla di erosione dell'indipendenza elvetica dovuta alle interdipendenze internazionali

A Berna, diverse centinaia di membri dell'associazione Pro Svizzera si sono schierati a favore dell'iniziativa sulla neutralità mettendo in guardia contro una forte crescita demografica.
Nel suo discorso, Christoph Blocher ha ricordato l'importanza storica, a suo avviso, della neutralità integrale della Svizzera. Secondo lui, è solo grazie alla sua capacità di dissuasione militare che la Svizzera ha potuto evitare le guerre. L'ex consigliere federale dell'Udc ha invocato ancora una volta una neutralità armata e perpetua.
Per lui, il motto della Svizzera deve essere: intrattenere relazioni amichevoli e aperte con il mondo intero, essere attiva sul piano economico a livello mondiale, ma non cedere il controllo della gestione del proprio Paese. Bisogna agire in piena autonomia, ha insistito il leader dell’Udc.
All'apertura dell'assemblea generale, il presidente di Pro Svizzera, Stephan Rietiker, ha messo in guardia le circa 800 persone presenti contro un'erosione dell'indipendenza elvetica dovuta alle interdipendenze internazionali.
La neutralità rimane un pilastro indispensabile della Confederazione, ha ricordato. E ha invitato i membri a continuare a fare di Pro Svizzera una voce forte per la sovranità, la neutralità e la democrazia diretta.
L'ex consigliere nazionale Walter Wobmann (Udc/So) ha illustrato i principali obiettivi dell'iniziativa sulla neutralità. Solo una neutralità coerente e integrale garantisce la credibilità della Svizzera e il suo ruolo di mediatrice, ha sottolineato. Secondo lui, l'adozione di misure coercitive o di sanzioni unilaterali e non militari, come quelle adottate nel 2022 contro la Russia, ha danneggiato la credibilità della Svizzera e dimostra la necessità di una chiara regolamentazione costituzionale.
L'ex consigliere nazionale Adrian Amstutz (Udc/Be) ha dal canto suo messo in guardia dalle conseguenze della forte crescita demografica osservata dal 2000, che secondo lui ha comportato un aumento dei costi, una crescente pressione sulle infrastrutture e un appesantimento della burocrazia. Ha criticato l'attuazione insufficiente delle decisioni popolari e il progressivo avvicinamento all'Unione europea e alla Nato.
Pro Svizzera è l'organizzazione che nel 2022 è subentrata all'Azione per una Svizzera indipendente e neutrale.